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Brescia, confisca da circa 1 milione per frode fiscale

07/05/2026

Brescia, confisca da circa 1 milione per frode fiscale

Guardia di Finanza e Polizia di Stato hanno eseguito a Brescia un decreto di confisca di prevenzione su beni e valori per circa 1 milione di euro, disposto nei confronti di un cittadino di origine indiana già condannato per corruzione e associazione per delinquere.

Il provvedimento dopo le indagini patrimoniali

L’esecuzione della misura è avvenuta nelle giornate del 23 e 24 aprile 2026, con l’intervento dei militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Brescia e del personale della Squadra Mobile della Questura di Brescia. Il provvedimento nasce dagli accertamenti economico-patrimoniali avviati dopo le ordinanze cautelari eseguite nell’ottobre 2021 nei confronti di 14 persone ritenute appartenenti a un sodalizio criminale contiguo ad ambienti di matrice ’ndranghetista.

In quella fase, la Direzione Distrettuale Antimafia aveva delegato Squadra Mobile, Divisione Anticrimine della Questura e Nucleo P.E.F. della Guardia di Finanza a svolgere verifiche mirate sui patrimoni, con l’obiettivo di valutare l’applicazione delle misure di prevenzione previste dalla normativa antimafia. Gli approfondimenti hanno riguardato beni, disponibilità finanziarie e rapporti economici riconducibili al soggetto proposto e al suo nucleo familiare.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo criminale avrebbe operato attraverso la creazione e l’utilizzo di 20 società cartiere italiane e tre società di diritto polacco, attive nei settori dei metalli ferrosi, della plastica e del legno. Il sistema fraudolento si sarebbe basato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 55 milioni di euro, utilizzate a vantaggio di imprese locali e ritenute capaci di alterare il corretto funzionamento dell’economia legale.

Sei immobili, contanti e un’auto tra i beni confiscati

Nel quadro investigativo, il cittadino indiano avrebbe avuto un ruolo rilevante nella monetizzazione della documentazione fiscale fittizia. Secondo l’ipotesi ricostruita dagli inquirenti, dietro il pagamento di una commissione variabile tra il 3 e il 4%, avrebbe contribuito alla raccolta di denaro contante, anche attraverso relazioni maturate nella comunità straniera di appartenenza.

Il Tribunale di Brescia, Sezione Misure di Prevenzione, ha accolto l’impianto della proposta sottoscritta dal Procuratore della Repubblica e dal Questore della provincia di Brescia, oltre alla requisitoria del Pubblico Ministero, disponendo la confisca della somma di 312.994,11 euro, già sequestrata durante una perquisizione delegata eseguita nell’ottobre 2021.

La misura ha riguardato anche sei immobili, cinque situati a Brescia e uno a Ospitaletto, oltre a un’autovettura, per un valore complessivo superiore a 800 mila euro. L’attività conferma il peso delle indagini patrimoniali nel contrasto alle organizzazioni criminali e ai sistemi economici paralleli costruiti attraverso società fittizie, false fatturazioni e disponibilità finanziarie non coerenti con i redditi dichiarati.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to