Enti locali, Zecchinato: no agli accorpamenti obbligatori
10/05/2026
L’assessore regionale agli Enti locali Marco Zecchinato conferma la linea della Regione sul riordino territoriale: nessun accorpamento imposto dall’alto, ma strumenti, risorse e accompagnamento tecnico per aiutare i Comuni a valutare in modo consapevole convenzioni, unioni o fusioni. L’obiettivo indicato è ridurre la frammentazione istituzionale, migliorare la qualità dei servizi pubblici e sostenere le amministrazioni locali nel rispetto delle identità territoriali.
Risorse per studi di fattibilità e scelte consapevoli
Zecchinato ha spiegato che l’assessorato agli Enti locali ha previsto fondi specifici per finanziare studi di fattibilità, utili ai Comuni per analizzare la propria situazione amministrativa, economica e organizzativa. Gli approfondimenti serviranno a verificare se la gestione dei servizi in forma singola possa proseguire in modo efficace oppure se l’aggregazione tra enti possa generare benefici per cittadini, imprese e comunità locali.
La Regione, chiarisce l’assessore, non intende imporre soluzioni uniformi. Il percorso proposto punta invece a fornire un metodo di lavoro e un supporto operativo, lasciando ai territori la possibilità di scegliere lo strumento più adatto alla propria storia, alla propria struttura amministrativa e al livello di preparazione raggiunto. Convenzioni, unioni e fusioni vengono quindi considerate opzioni da valutare sulla base di dati aggiornati, non decisioni calate sulle singole comunità.
Il riferimento resta il piano di riordino territoriale varato nel 2024, costruito su parametri socioeconomici, costi dei servizi e dinamiche demografiche. Quel documento ha individuato situazioni nelle quali una maggiore collaborazione tra enti potrebbe aiutare a contrastare il calo della popolazione, sostenere l’economia locale e mantenere servizi commerciali e pubblici nei territori più esposti.
Monitoraggio dei dati e sostegno ai Comuni
L’assessore ha precisato che il piano non sarà trattato come uno strumento rigido. La Regione intende monitorare l’evoluzione dei dati, verificare i progressi compiuti dai Comuni e aggiornare la mappa delle criticità, tenendo conto del fatto che alcune situazioni considerate complesse due anni fa potrebbero essere già migliorate grazie alle iniziative avviate dalle amministrazioni locali.
Accanto ai contributi economici, la Regione prevede attività di formazione del personale e interventi collegati alle politiche di area vasta. Il sostegno sarà orientato soprattutto verso i territori con bisogni più marcati, in modo da accompagnare gli enti nelle scelte organizzative e nella gestione dei servizi.
Per Zecchinato, il riordino territoriale deve diventare una leva di crescita amministrativa e non una perdita di identità. La cooperazione tra Comuni viene presentata come una risposta alle trasformazioni demografiche, economiche e sociali, con la Regione impegnata a restare partner dei territori attraverso risorse, aggiornamento dei dati e supporto istituzionale.
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