Brescia, quasi 10mila risposte per l’indagine sullo sport
17/06/2026
Il Comune di Brescia ha presentato i risultati dell’indagine “Brescia si muove, con te, ancora di più!”, avviata nell’autunno 2025 per costruire le future politiche sportive cittadine attraverso un percorso di ascolto e partecipazione. I questionari raccolti sono stati 9.726, un numero che colloca l’iniziativa tra le più ampie rilevazioni mai realizzate a livello locale sullo sport.
Brescia pratica sport più della media nazionale
L’indagine, promossa dal Comune con il supporto di SG Plus e il coinvolgimento del Coni Provinciale di Brescia, restituisce l’immagine di una città con una forte propensione alla pratica sportiva. Alla rilevazione hanno partecipato studenti, famiglie, insegnanti, tecnici, allenatori, dirigenti di società sportive, universitari, praticanti sportivi e persone impegnate in attività paralimpiche.
I dati mostrano livelli di partecipazione superiori alle medie nazionali in tutte le fasce d’età analizzate. Pratica sport il 79,6% dei bambini sotto gli 11 anni, il 75,5% dei ragazzi tra i 12 e i 14 anni, il 65,6% dei giovani tra i 15 e i 19 anni e il 56,4% degli adulti sopra i 19 anni. Percentuali che confermano la vitalità del sistema sportivo bresciano e la presenza di un tessuto diffuso di associazioni, famiglie e strutture capaci di sostenere l’attività fisica.
Tra gli elementi più chiari emerge il peso del contesto familiare. Quando almeno un genitore pratica sport, aumenta in modo sensibile la probabilità che anche i figli siano attivi. Al contrario, nei nuclei meno coinvolti nella pratica sportiva, la partecipazione dei giovani tende a ridursi. Il dato conferma il ruolo educativo della famiglia nella costruzione di abitudini sane e durature.
Divertimento, scuola e tempo libero: cosa spinge i giovani allo sport
Per bambini e ragazzi, la motivazione principale alla pratica sportiva resta il divertimento, prima degli obiettivi competitivi o agonistici. Lo sport viene percepito soprattutto come spazio di relazione, crescita, benessere e appartenenza, più che come semplice ricerca del risultato.
Il principale ostacolo indicato da chi ha abbandonato lo sport o non lo ha mai praticato è invece la mancanza di tempo. Questo elemento attraversa diverse fasce d’età e richiama il tema della conciliazione tra scuola, lavoro, famiglia, spostamenti e attività fisica. Per le future politiche sportive cittadine, il dato indica la necessità di servizi più flessibili, impianti accessibili e opportunità distribuite nei quartieri.
Interessante anche il rapporto tra sport e rendimento scolastico. Dalle risposte emerge che gli studenti sportivi non dedicano meno tempo allo studio rispetto ai coetanei sedentari. La differenza più marcata riguarda invece il tempo trascorso davanti a dispositivi elettronici, social network e videogiochi, più elevato tra chi non pratica attività fisica.
Impianti moderni, inclusione e sport diffuso tra le priorità
Famiglie, società sportive e tecnici condividono una visione dello sport orientata alla crescita educativa e personale. I genitori chiedono agli allenatori soprattutto educazione al rispetto delle regole, dei compagni, degli avversari e dell’ambiente sportivo, mentre soltanto una parte minoritaria considera prioritario il risultato agonistico.
Sul fronte delle infrastrutture, la richiesta emersa è netta: Brescia chiede impianti più moderni, accessibili e diffusi. Società sportive e tecnici segnalano il bisogno di maggiore disponibilità di spazi, una gestione più efficiente degli orari, capienze adeguate e manutenzione ordinaria costante, accanto agli interventi straordinari già previsti dall’Amministrazione comunale per qualificare e ammodernare le strutture esistenti.
Per le nuove infrastrutture, i cittadini indicano due priorità: aree fitness libere e attrezzate per la pratica all’aperto e nuove palestre multifunzionali per le attività indoor. Sono spazi che rispondono a esigenze diverse, dalla pratica autonoma alla formazione sportiva organizzata, e che possono aiutare a rendere l’attività fisica più vicina alla vita quotidiana dei quartieri.
L’indagine dedica attenzione anche all’inclusione delle persone con disabilità. La priorità indicata dagli intervistati è la presenza di professionisti specializzati nella pratica sportiva paralimpica all’interno delle strutture e delle società sportive. Seguono l’eliminazione delle barriere architettoniche, una segnaletica più chiara e servizi dedicati più efficaci.
Dalle risposte raccolte emergono alcune linee di intervento condivise: sviluppo dello sport diffuso e della pratica libera, sostegno economico alle famiglie fragili, collaborazione stabile tra scuola e mondo sportivo, politiche di conciliazione tra tempi di vita e attività fisica, percorsi di orientamento multisportivo per bambini e ragazzi. Il quadro consegnato al Comune è quello di una città che considera lo sport una leva di salute, educazione, inclusione e qualità urbana.
Articolo Precedente
Brescia, furti nelle auto in via Nisida: arrestata 27enne
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.