Brescia, Fontana promuove le Comunità di pianura
31/07/2026
La proposta regionale per istituire le Comunità di pianura può offrire ai piccoli e medi Comuni lombardi uno strumento stabile per condividere personale, competenze tecniche e servizi pubblici. A esprimere una valutazione positiva sul progetto di legge approvato dalla Giunta regionale il 27 luglio è Paolo Fontana, consigliere provinciale delegato alle Aree Omogenee, che individua nella Pianura bresciana uno dei territori maggiormente interessati dalle nuove forme di cooperazione.
Il provvedimento, presentato dal presidente della Regione Attilio Fontana e dall’assessore agli Enti locali Massimo Sertori, dovrà ora proseguire il proprio percorso istituzionale. La proposta riguarda soprattutto i Comuni che non appartengono alle Comunità montane e che devono gestire funzioni amministrative complesse con organici ridotti, risorse limitate e difficoltà nel reperire figure professionali specializzate.
Convenzioni tra Comuni della durata minima di dieci anni
Il progetto di legge consente alle amministrazioni appartenenti ad aree territoriali omogenee di costituire collaborazioni strutturate attraverso convenzioni della durata di almeno dieci anni. Le nuove Comunità di pianura potranno ricevere contributi regionali e organizzare in forma associata attività oggi affidate ai singoli enti.
Tra le funzioni che potranno essere condivise figurano la pianificazione urbanistica, la protezione civile, i lavori pubblici, l’edilizia privata, i sistemi informatici, la cybersecurity e la gestione del personale. L’elenco comprende anche lo Sportello unico per le attività produttive e i servizi di Polizia locale.
Secondo Paolo Fontana, la proposta non limita l’autonomia dei Comuni, ma permette di esercitarla con strumenti amministrativi più solidi. La condivisione di tecnici, dipendenti e strutture operative potrebbe ridurre i costi, velocizzare le procedure e migliorare la qualità delle risposte offerte a cittadini e imprese.
La possibilità di utilizzare professionalità comuni assumerebbe particolare rilievo nei settori nei quali i piccoli enti incontrano maggiori difficoltà, come la progettazione delle opere pubbliche, la gestione delle emergenze, la sicurezza digitale e l’applicazione di normative articolate.
La Lombardia conta 1.501 amministrazioni comunali
La Lombardia, con 1.501 Comuni, è la regione italiana con il numero più elevato di amministrazioni municipali. Molte hanno dimensioni demografiche contenute e strutture organizzative che faticano a sostenere l’aumento degli adempimenti richiesti alla pubblica amministrazione.
Per il consigliere provinciale è quindi necessario costruire forme di collaborazione durature, evitando che ciascun Comune debba affrontare individualmente problemi condivisi con i territori vicini. La cooperazione può favorire una programmazione più coordinata e consentire agli enti di raggiungere una dimensione adeguata per gestire servizi che richiedono investimenti, personale qualificato e continuità operativa.
La Pianura bresciana viene indicata come un’area adatta alla sperimentazione del modello. Il territorio è composto da numerosi Comuni geograficamente vicini, spesso caratterizzati da esigenze analoghe in materia di mobilità, sicurezza, urbanistica, attività produttive e servizi alla popolazione. La frammentazione amministrativa può però rallentare la costruzione di strategie comuni.
Chiesto il coinvolgimento diretto degli enti locali
Fontana propone che Comuni e amministratori vengano consultati durante l’esame della legge. Il confronto dovrebbe valorizzare le associazioni sovracomunali già operative, le convenzioni esistenti e le esperienze sviluppate nei diversi territori lombardi.
Le osservazioni raccolte dagli enti locali potrebbero contribuire a definire regole più aderenti alle necessità quotidiane delle amministrazioni, individuando con precisione le modalità di finanziamento, gli organi di coordinamento e le funzioni da gestire congiuntamente.
Il consigliere evidenzia inoltre che le Comunità di pianura non risolvono il tema del ruolo istituzionale delle Province, la cui capacità operativa è stata ridimensionata dalla riforma Delrio. Il nuovo strumento potrebbe tuttavia ricostruire una dimensione sovracomunale utile per coordinare politiche e interventi difficili da organizzare separatamente.
Servizi condivisi per cittadini e imprese
La proposta regionale punta a superare la logica delle collaborazioni occasionali, introducendo accordi di lunga durata e una programmazione comune. La stabilità delle convenzioni dovrebbe consentire agli enti di investire nella formazione del personale, nell’acquisto di tecnologie e nella costruzione di uffici capaci di servire più territori.
Per Fontana, il rafforzamento degli enti locali può tradursi in servizi pubblici più efficienti, maggiore capacità di attrarre investimenti e tempi amministrativi più contenuti. Il consigliere provinciale considera il progetto una risposta concreta alle richieste degli amministratori, pur auspicando che il testo definitivo venga costruito attraverso un confronto approfondito con i Comuni interessati.
Il percorso legislativo dovrà ora chiarire criteri di costituzione, risorse disponibili e modalità di funzionamento delle nuove Comunità. L’obiettivo indicato è offrire ai territori di pianura un modello di cooperazione stabile, capace di mantenere l’identità dei singoli Comuni e, nello stesso tempo, rafforzarne la capacità amministrativa.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to