Brescia, Confindustria chiede modifiche al regolamento sul metano
25/09/2026
Confindustria Brescia chiede al Governo italiano di intervenire a Bruxelles sul Regolamento europeo 2024/1787 relativo alle emissioni di metano, contestando in particolare gli effetti che i nuovi obblighi sulle importazioni potrebbero produrre sulle imprese e sull'approvvigionamento energetico. La posizione è stata espressa il 24 settembre dal presidente degli industriali bresciani Paolo Streparava, che sollecita una modifica vincolante delle regole europee e un'applicazione nazionale capace di distinguere le responsabilità degli importatori da quelle dei produttori esteri.
Dal 2027 nuovi obblighi per chi importa combustibili nell'UE
Il Regolamento UE 2024/1787 introduce una serie di adempimenti progressivi per le importazioni di petrolio greggio, gas naturale e carbone. Dal 1° gennaio 2027 gli importatori dovranno dimostrare che i contratti conclusi o rinnovati dal 4 agosto 2024 riguardino forniture soggette, a livello del produttore, a sistemi di monitoraggio, rendicontazione e verifica delle emissioni di metano equivalenti a quelli previsti dalle norme europee. Per i contratti precedenti viene invece richiesto agli importatori di compiere ogni ragionevole sforzo per ottenere requisiti equivalenti e di riferire alle autorità competenti. :
Il quadro europeo prevede inoltre un sistema sanzionatorio affidato agli Stati membri. Per le persone giuridiche, le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal regolamento possono arrivare fino a un massimo del 20% del fatturato annuo dell'esercizio precedente, nei casi contemplati dalla normativa.
È proprio sulla distribuzione delle responsabilità che si concentra la critica di Confindustria Brescia. Secondo Streparava, l'importatore europeo rischia di trovarsi esposto a obblighi relativi ad attività svolte presso giacimenti e impianti situati in Paesi terzi, sui quali non esercita un controllo diretto. L'associazione chiede quindi regole transitorie e sanzioni commisurate agli elementi effettivamente governabili dall'operatore.
Confindustria Brescia richiama il peso delle importazioni di gas
Nel documento degli industriali bresciani viene richiamata la forte dipendenza italiana dalle forniture estere. Secondo i dati riportati dall'associazione, l'Italia importa circa il 95% del gas consumato e nel primo semestre del 2026 una quota rilevante degli approvvigionamenti sarebbe arrivata da Algeria, Azerbaigian e attraverso il gas naturale liquefatto.
Le elaborazioni di Confindustria Brescia indicano per il 2025 un consumo nazionale di gas naturale pari a 62,03 miliardi di metri cubi, dei quali circa 22 miliardi destinati al comparto termoelettrico. In provincia di Brescia il consumo viene quantificato in 1,39 miliardi di metri cubi, circa il 2,2% del dato nazionale.
L'associazione collega le proprie richieste anche all'andamento dei costi energetici. Nel comunicato vengono indicati valori del gas al PSV arrivati nelle settimane recenti intorno a 90 centesimi al metro cubo e un prezzo medio dell'energia elettrica sul PUN superiore a 200 euro per megawattora nel mese di settembre. Sono dati utilizzati da Confindustria Brescia per sostenere la richiesta di evitare ulteriori fattori di pressione sui costi sostenuti dalla manifattura.
Le richieste sul Ddl 1836 in esame al Senato
Sul piano nazionale, Streparava richiama anche il disegno di legge 1836, che comprende disposizioni sul sistema di governo necessario all'adempimento degli obblighi europei di riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico. Al 24 settembre il provvedimento risulta ancora in esame nella commissione competente del Senato.
Confindustria Brescia propone di inserire nel percorso normativo una clausola di salvaguardia collegata alla sicurezza degli approvvigionamenti, un sistema di sanzioni che consideri il grado di controllo effettivo dell'operatore e un periodo transitorio di almeno 36 mesi. Si tratta delle richieste avanzate dall'associazione industriale e destinate al confronto con Governo e Parlamento.
Nucleare, Streparava chiede tempi rapidi per i decreti
Il presidente degli industriali bresciani ha collegato il dibattito sul metano anche alla politica energetica di lungo periodo, richiamando l'approvazione definitiva del disegno di legge di delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. Il Senato ha dato il via libera definitivo il 23 settembre 2026 con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni; alla data del 24 settembre il provvedimento risultava approvato ma non ancora pubblicato.
Il testo delega il Governo ad adottare, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per disciplinare produzione e utilizzo dell'energia nucleare sostenibile, nel quadro degli obiettivi europei di decarbonizzazione e delle politiche per la sicurezza energetica.
Streparava giudica positivamente questo passaggio e chiede che la fase attuativa proceda rapidamente, indicando nel nucleare di nuova generazione e nelle fonti rinnovabili due componenti della futura strategia energetica. La posizione espressa da Confindustria Brescia si concentra quindi su due dossier distinti ma collegati dal tema dei costi e della sicurezza delle forniture: l'applicazione europea delle regole sulle emissioni di metano e la definizione del nuovo quadro nazionale sull'energia nucleare.
Articolo Precedente
Brescia, 7 denunciati nei controlli tra stazione e centro
Articolo Successivo
Brescia, a Santa Giulia la matrice sigillare del XIII secolo
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.