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Brescia, a Santa Giulia la matrice sigillare del XIII secolo

25/09/2026

Brescia, a Santa Giulia la matrice sigillare del XIII secolo

Il Museo di Santa Giulia di Brescia amplia il percorso dedicato al Medioevo con la nuova sezione permanente “Segni e immagini dell’identità cittadina”. Al centro dell’allestimento c’è la matrice sigillare del Comune di Brescia, risalente al XIII secolo, affiancata da una selezione di monete battute dalla Zecca cittadina. Il progetto arricchisce il settore dedicato all’Età del Comune e delle Signorie, offrendo nuovi elementi per comprendere come simboli, immagini e oggetti ufficiali abbiano contribuito a definire l’identità della città nel basso Medioevo.

La matrice sigillare entra nel percorso permanente

La nuova sezione è promossa dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei, con il contributo scientifico di Matteo Ferrari dell’École des Hautes Études di Parigi. Il progetto ha ottenuto il patrocinio dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e il sostegno di arKStudio, che ha messo a disposizione competenze tecniche e ha donato il progetto di allestimento.

Il nucleo espositivo riunisce materiali che in epoca medievale avevano una funzione concreta nella rappresentazione dell’autorità cittadina. La matrice sigillare del Comune di Brescia, utilizzata per produrre i sigilli apposti agli atti ufficiali, rappresenta uno dei documenti più significativi di questo sistema simbolico. Accanto ad essa sono esposte monete coniate dalla Zecca bresciana, testimonianze della capacità della città di esprimere la propria autonomia anche attraverso strumenti economici e iconografici.

Gli oggetti dialogano con i numerosi frammenti provenienti dagli edifici della Brescia medievale già presenti nel museo, creando un percorso che mette in relazione architettura, potere pubblico e forme di rappresentazione civica.

Il comodato di un collezionista bresciano

La presenza della matrice sigillare è resa possibile da un comodato a lungo termine concesso da un collezionista bresciano, che ha scelto di mettere il manufatto a disposizione della comunità. L’operazione assume un significato particolare nel 2026, anno del Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata.

La scoperta del celebre bronzo, avvenuta nel 1826, rappresentò infatti uno dei momenti da cui prese forma la storia del sistema museale cittadino. La nuova esposizione si inserisce così in una tradizione caratterizzata dalla collaborazione tra istituzioni pubbliche, studiosi, cittadini e collezionisti privati.

La presentazione della matrice anticipa inoltre la mostra “Tesori. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026”, in programma dal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027, dedicata alla storia delle collezioni e del patrimonio museale della città.

Le analisi scientifiche rivelano l’uso dell’ottone

Il progetto espositivo ha aperto anche una nuova fase di studio scientifico. Alle ricerche hanno partecipato l’Università degli Studi di Milano e il CNR-ICCOM di Pisa, impegnati in una campagna di indagini diagnostiche non invasive sulla matrice sigillare.

Le analisi hanno permesso di raccogliere nuovi dati sulla composizione chimica e sulle caratteristiche del manufatto. Le indagini spettrografiche hanno evidenziato l’impiego dell’ottone, una lega di rame e zinco, materiale più semplice da incidere rispetto al bronzo e caratterizzato da una tonalità vicina a quella dell’oro.

Il risultato delle ricerche integra quindi il valore storico dell’oggetto con informazioni utili a ricostruirne tecniche di produzione e caratteristiche materiali, ampliando le conoscenze disponibili sul patrimonio medievale bresciano.

Un nuovo spazio tra esposizione e ricerca

La sezione permanente nasce con l’obiettivo di unire conservazione, divulgazione e attività scientifica. L’allestimento propone infatti una lettura dell’identità urbana attraverso oggetti che, secoli fa, contribuivano a rendere riconoscibile l’autorità comunale e la comunità cittadina.

Il progetto rafforza il ruolo di Santa Giulia come luogo di ricerca oltre che di esposizione, favorendo collaborazioni tra musei, università, istituti scientifici e collezionisti. La matrice sigillare del XIII secolo diventa così il punto di partenza per approfondire una fase centrale della storia di Brescia e il modo in cui la città costruiva e trasmetteva la propria immagine pubblica.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.