Brescia, rapine e aggressioni tra gennaio e aprile: tre arresti
18/09/2026
Tre giovani tra i 20 e i 22 anni sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Brescia nell’ambito di un’indagine su una serie di rapine e aggressioni avvenute tra gennaio e aprile 2026 nel capoluogo e nel territorio provinciale. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo e in concorso con altri due minorenni, delle accuse di rapina aggravata, lesioni personali gravi e deformazione dell’aspetto mediante lesioni permanenti al volto. Gli investigatori hanno ricostruito diversi episodi, alcuni dei quali caratterizzati da conseguenze fisiche permanenti per le vittime.
L’aggressione del 5 gennaio dopo la richiesta di una sigaretta
Uno degli episodi ricostruiti dalla Polizia risale al 5 gennaio e sarebbe avvenuto all’interno di un centro commerciale di Brescia. Secondo quanto riferito dagli investigatori, i tre giovani avrebbero avvicinato un diciottenne chiedendogli una sigaretta. Dopo il rifiuto, lo avrebbero inseguito e colpito con calci e pugni.
Il ragazzo sarebbe riuscito a sottrarsi all’aggressione trovando rifugio all’interno di un ristorante. I tre, secondo la ricostruzione della Squadra mobile, sarebbero rimasti all’esterno del locale.
Poco dopo una coppia di coniugi, uscita dallo stesso ristorante, sarebbe stata circondata. Gli aggressori avrebbero utilizzato il manicotto di un estintore per colpire prima l’uomo alla testa, facendogli perdere i sensi, e successivamente la moglie al volto e al capo. Alla donna sarebbe stato poi sottratto uno zaino contenente il portafoglio e altri effetti personali.
Le conseguenze riportate dalla coppia sono state rilevanti. La donna ha subito, secondo la Polizia, la perdita dell’udito dall’orecchio destro e altre lesioni giudicate guaribili in 39 giorni. Al marito sono stati riconosciuti 26 giorni di prognosi e uno sfregio permanente al volto.
Alla metropolitana Casazza un uomo colpito con una bottiglia
Un secondo episodio contestato risale al 14 marzo, nelle prime ore del mattino, alla stazione della metropolitana Casazza. In questo caso il più anziano dei tre arrestati avrebbe avvicinato un passante chiedendogli denaro e sigarette.
Dopo il rifiuto, l’uomo sarebbe stato colpito ripetutamente al volto con una bottiglia. Un minorenne, indagato per gli stessi fatti, lo avrebbe contemporaneamente afferrato alle spalle facendolo cadere a terra. A quel punto, secondo quanto ricostruito dagli agenti, sarebbero seguiti altri calci al volto fino alla perdita dei sensi.
Anche questa vittima ha riportato conseguenze permanenti: gli accertamenti medici hanno indicato uno sfregio al volto e una prognosi di 27 giorni.
A Nave contestata anche l’aggressione a un quindicenne
Il terzo episodio preso in esame dagli investigatori è avvenuto il 14 aprile 2026 a Nave, in provincia di Brescia. Uno degli arrestati, insieme a un ragazzo di 15 anni, avrebbe avvicinato un coetaneo che si trovava alla fermata dell’autobus.
Secondo la ricostruzione fornita dalla Polizia, i due gli avrebbero sottratto il cappello dalla testa e, quando il giovane avrebbe cercato di recuperarlo, lo avrebbero colpito con un calcio e alcuni schiaffi al volto.
Le indagini della Squadra mobile hanno collegato i diversi episodi attraverso gli elementi raccolti nel corso degli accertamenti. Le accuse formulate nei confronti dei tre maggiorenni dovranno ora essere vagliate nelle successive fasi del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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