Brescia amica delle api, 79mila mq a sfalcio minimo
12/05/2026
Brescia entra nella rete dei Comuni amici delle api e porta a quasi 80mila metri quadrati le aree verdi cittadine gestite con sfalcio minimo, una scelta pensata per tutelare gli impollinatori, rafforzare la biodiversità urbana e rendere più sostenibile la cura degli spazi pubblici. L’adesione al progetto promosso dalla CooBEEration Campaign, iniziativa europea nata nel 2015 per la salvaguardia della biodiversità, dell’apicoltura e della sicurezza alimentare nel bacino del Mediterraneo, è stata formalizzata con una delibera approvata dalla Giunta comunale.
Gli impegni del Comune per proteggere gli impollinatori
La decisione dell’Amministrazione si traduce in una serie di azioni operative sulle aree verdi pubbliche. Il Comune punta a incrementare la presenza di specie vegetali gradite ad api e altri insetti impollinatori, ridurre fino all’eliminazione l’uso di erbicidi e fitofarmaci nei cigli stradali e negli spazi verdi, evitare trattamenti sugli alberi durante la fioritura e in presenza di melata.
Tra gli impegni rientra anche la scelta di privilegiare interventi larvicidi biologici nella lotta alle zanzare, una pratica già avviata da diversi anni. Il percorso prevede inoltre eventi pubblici, attività didattiche e momenti di confronto sull’impatto degli agrofarmaci sull’ambiente e sulla salute, insieme alla piena applicazione delle norme nazionali e regionali in materia di fitofarmaci.
L’adesione alla rete dei Comuni amici delle api si inserisce nel lavoro già avviato con la Strategia di Transizione Climatica e con il progetto Un filo naturale, dedicato alla tutela degli habitat degli impollinatori. Per il 2026 Brescia raggiunge quota 79mila metri quadrati di verde a sfalcio minimo, distribuiti in diverse zone della città.
Le nuove aree verdi e il Piano della Biodiversità
Alle superfici già attive si aggiungono i 34mila metri quadrati dei versanti esterni del Castello, gestiti a sfalcio ridotto da oltre vent’anni, con due o tre interventi annuali. Una scelta avviata molto prima che la biodiversità urbana diventasse un tema centrale nelle politiche ambientali delle città.
Le otto nuove aree individuate per il 2026 coprono oltre 45mila metri quadrati. Si tratta del Giardino della Montagnola, con 9.300 metri quadrati; del Giardino delle Api di via Acerbi, con 7.300; del Giardino delle Api di viale Duca degli Abruzzi, con 10.500; del Giardino del Museo di Scienze Naturali, con 600; del Lago Canneto al Parco Cave, con 6.000; del Parco Durante di via Parenzo, con 6.700; delle aree di forestazione di via Robusti a San Polo, con 3.000; e delle aree verdi di via Biemmi al quartiere Violino, con 1.600 metri quadrati.
Questi spazi vengono descritti dal Comune come veri laboratori a cielo aperto, nei quali la flora può completare il proprio ciclo naturale, contribuendo alla regolazione della temperatura urbana e offrendo a cittadini, scuole e comunità luoghi dove osservare da vicino gli equilibri della biodiversità. Il Piano del Verde e della Biodiversità, approvato dal Consiglio comunale nell’aprile 2025, prevede un aumento annuo di 25mila metri quadrati di prati a sfalcio ridotto, consolidando il ruolo di Brescia tra le città italiane più attive nella protezione degli impollinatori.
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