Export Brescia, crescita dello 0,7% nel primo trimestre 2026
12/06/2026
L’export bresciano apre il 2026 con una crescita contenuta: nel primo trimestre le vendite all’estero hanno raggiunto 5,123 miliardi di euro, in aumento dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato, elaborato dal Centro Studi di Confindustria Brescia su base Istat, conferma il segno positivo per la sesta rilevazione trimestrale consecutiva.
Made in Brescia in aumento, ma sotto la media nazionale
La dinamica del territorio bresciano si inserisce in un quadro internazionale di ripresa degli scambi, con il commercio mondiale cresciuto in volume del 5,5% nei primi tre mesi dell’anno. Brescia registra una performance migliore rispetto alla Lombardia, rimasta ferma a quota 0,0%, ma inferiore al dato italiano, pari al +1,3%.
La lettura del risultato resta però prudente. L’aumento in valore delle esportazioni è influenzato anche dal rialzo delle principali materie prime utilizzate dalle imprese bresciane: rame, alluminio e rottame ferroso hanno registrato incrementi significativi, che possono essersi riflessi sui prezzi finali dei beni esportati, gonfiando almeno in parte il valore complessivo delle vendite all’estero.
In direzione opposta si muovono le importazioni, che nel primo trimestre hanno segnato una contrazione dell’11,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’effetto sul saldo commerciale è rilevante: l’avanzo complessivo è cresciuto di 405 milioni di euro, passando da 1,917 a 2,323 miliardi, secondo valore più alto di sempre per il territorio.
Germania e Unione Europea sostengono la crescita
La spinta principale arriva dal mercato europeo. Le esportazioni verso l’Unione Europea sono aumentate del 5,0%, sostenute soprattutto dalla Germania, che resta il primo sbocco commerciale per Brescia e assorbe il 18,7% dell’export provinciale. Verso il mercato tedesco le vendite sono cresciute del 5,2%.
Segnali positivi arrivano anche da Spagna e Regno Unito, con incrementi rispettivamente del 6,6% e del 18,9%. La ripresa europea compensa così il rallentamento registrato in diversi mercati extra Ue, dove il rafforzamento dell’euro ha inciso sulla competitività delle merci esportate.
“Il Made in Brescia conferma per la sesta rilevazione consecutiva il segno più, in un contesto che rimane caratterizzato da numerose incognite”, commenta Maria Chiara Franceschetti, vicepresidente di Confindustria Brescia con delega all’Internazionalizzazione. Il recupero della Germania, aggiunge, è un dato rassicurante per la stretta relazione economica che lega storicamente i due territori, ma è ancora presto per considerarlo un trend consolidato.
Frenano Stati Uniti, Cina, India e Brasile
Fuori dall’Europa il quadro è più fragile. Le esportazioni bresciane verso il Brasile sono diminuite del 16,5%, quelle verso la Cina dell’8,4% e quelle verso l’India del 33,9%. Anche gli Stati Uniti registrano una flessione dell’8,4%, legata all’apprezzamento dell’euro sul dollaro e alle politiche protezionistiche avviate nell’estate precedente.
Il calo verso il mercato statunitense è in linea con quanto osservato in altre province manifatturiere italiane. Le esportazioni verso gli Usa diminuiscono infatti anche a Bologna, Vicenza, Bergamo e Modena, confermando una difficoltà diffusa nei territori più esposti alle filiere industriali e ai mercati internazionali.
A livello settoriale, tra i comparti in crescita spiccano prodotti alimentari e bevande, con un aumento del 3,2%, articoli in gomma e materie plastiche, in rialzo del 3,7%, e metallurgia, che registra un +6,0%. Proprio su quest’ultimo settore pesa però l’effetto dei rincari delle materie prime, che può avere inciso sul valore nominale delle esportazioni.
Brescia sesta provincia italiana per valore dell’export
Nel confronto nazionale, Brescia si colloca al sesto posto tra le province italiane per valore delle esportazioni, alle spalle di Milano, Firenze, Arezzo, Torino e Vicenza. Il dato conferma il peso del sistema produttivo bresciano nel manifatturiero italiano, pur dentro una fase segnata da incertezze geopolitiche, tensioni sui cambi e politiche commerciali più restrittive.
Ancora più rilevante è la posizione sul saldo commerciale manifatturiero: Brescia si conferma quarta in Italia con 2,631 miliardi di euro, preceduta soltanto da Vicenza, Modena e Arezzo. Un risultato che mostra la capacità del territorio di generare avanzo negli scambi industriali, nonostante una crescita dell’export definita dagli stessi industriali come modesta.
Il primo trimestre consegna quindi un quadro a doppia lettura: il Made in Brescia continua a crescere e mantiene una posizione di primo piano nel Paese, ma la ripresa resta fragile. La tenuta europea, Germania in testa, compensa le difficoltà nei mercati extra Ue; per capire se il recupero potrà consolidarsi serviranno le prossime rilevazioni trimestrali.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.