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Brescia, ruba un monopattino e aggredisce gli agenti

03/06/2026

Brescia, ruba un monopattino e aggredisce gli agenti

Un cittadino egiziano di 29 anni, senza fissa dimora e titolare dello status di asilo politico, è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Brescia dopo essere stato accusato di aver sottratto un monopattino elettrico, minacciato di morte il proprietario e aggredito con calci e pugni gli agenti intervenuti. L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi nella zona di via Cipro, dopo una richiesta urgente arrivata alla Centrale Operativa della Questura attraverso il numero di emergenza 112 NUE.

La segnalazione dopo il furto del monopattino

A chiedere l’intervento della Polizia è stato un residente in città, che ha riferito di aver riconosciuto nel piazzale esterno della stazione della metropolitana “Brescia 2” l’uomo ritenuto responsabile della sottrazione del monopattino elettrico appartenente al fratello. Secondo quanto ricostruito, alcuni giorni prima il 29enne avrebbe avvicinato la vittima sostenendo di conoscerla e si sarebbe fatto consegnare il mezzo per svolgere una commissione, senza poi restituirlo.

Quando il proprietario ha incontrato nuovamente l’uomo e ha chiesto la restituzione del monopattino, la situazione sarebbe degenerata. Il 29enne, secondo la segnalazione raccolta dagli agenti, avrebbe minacciato di morte il richiedente mostrando un coltello e dichiarando di aver già venduto il mezzo. Dopo l’episodio si sarebbe allontanato, rifugiandosi in un bivacco nei pressi di uno stabile di via Cefalonia.

Il controllo e la violenta resistenza alla Volante

Gli agenti della Squadra Volante della Questura di Brescia sono arrivati rapidamente sul posto e, raccolte le prime informazioni dalla vittima, hanno individuato il sospettato. L’uomo era privo di documenti di identificazione, ma è stato riconosciuto dai poliziotti come lo stesso soggetto già denunciato nella mattinata per possesso illegale di armi.

Poche ore prima, infatti, il 29enne si sarebbe introdotto in un esercizio commerciale di via Corfù in stato di forte agitazione psicofisica, minacciando i presenti e gli operatori intervenuti. Durante la perquisizione personale era stato trovato in possesso di un coltello a serramanico, successivamente sequestrato.

Anche durante il nuovo controllo, l’uomo avrebbe assunto un atteggiamento nervoso e ostruzionistico, opponendo una violenta resistenza agli agenti nel tentativo di sottrarsi all’identificazione e alla successiva gestione dell’intervento. I poliziotti sono riusciti con difficoltà a bloccarlo e a farlo salire sull’auto di servizio, mettendo fine alla fase più concitata dell’operazione.

Arresto e richiesta di revoca dell’asilo politico

Una volta accompagnato in Questura, il 29enne avrebbe continuato a mantenere un comportamento aggressivo, ignorando gli inviti alla calma, urlando minacce di morte contro gli agenti e colpendoli con calci e pugni. Al termine degli atti di Polizia Giudiziaria, alla luce degli elementi raccolti, è stato arrestato per appropriazione indebita, minacce aggravate, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, risulta avere numerosi precedenti penali e di polizia, oltre a condanne per reati contro il patrimonio, contro la persona, resistenza a Pubblico Ufficiale e in materia di armi. Era inoltre già destinatario di una misura di prevenzione personale.

Il Questore della provincia di Brescia, Paolo Sartori, valutata la gravità dell’episodio e la pericolosità sociale attribuita al soggetto, ha sollecitato la competente Commissione Territoriale per i Rifugiati affinché proceda alla revoca dello status di asilo politico. L’obiettivo indicato dalla Questura è consentire l’adozione di un ordine di allontanamento dal territorio nazionale, con successiva espulsione e trasferimento nel Paese di provenienza.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.