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Brescia, energia da 1,46 miliardi per l’industria nel 2026

15/07/2026

Brescia, energia da 1,46 miliardi per l’industria nel 2026

Le imprese industriali bresciane potrebbero spendere nel 2026 circa 1 miliardo e 464 milioni di euro per energia elettrica e gas naturale. La stima aggiornata è stata presentata martedì 14 luglio nella Sala Beretta di Confindustria Brescia, durante il cinquantesimo appuntamento di Scenari & Tendenze, l’Osservatorio Congiunturale promosso dall’associazione di via Cefalonia con il sostegno della Camera di Commercio.

L’incontro ha riunito rappresentanti del sistema imprenditoriale, economisti e docenti universitari. Tra i relatori figuravano Antonio Gozzi, vicepresidente di Confindustria per l’Autonomia strategica europea, il Piano Mattei e le politiche per la competitività; il presidente di Confindustria Brescia Paolo Streparava; il presidente della Camera di Commercio Roberto Saccone; Davide Fedreghini del Centro Studi dell’associazione; Achille Fornasini dell’Università degli Studi di Brescia; Andrea Beretta Zanoni dell’Università di Verona e Stefano Allegri di AB Service.

Petrolio e gas in rialzo dopo la crisi nello stretto di Hormuz

Il confronto si è concentrato sulle nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran e sull’interruzione dei transiti nello stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio e gas. Secondo le analisi illustrate durante l’incontro, il blocco sta aumentando la pressione sui mercati energetici e sulle catene di approvvigionamento, con conseguenze particolarmente pesanti per un Paese manifatturiero e dipendente dalle importazioni come l’Italia.

La reazione dei mercati è stata amplificata dalle scelte dei fondi speculativi. Molti operatori finanziari avevano previsto una rapida ripresa delle forniture dal Golfo Persico e avevano ridotto le posizioni favorevoli a un aumento delle quotazioni, accumulando invece scommesse al ribasso. La riapertura della crisi li ha costretti a modificare rapidamente le strategie, alimentando il recupero dei prezzi.

I primi dati mostrano un aumento del 7% per il petrolio e del 25,8% per il gas. Crescono anche il polietilene, con un incremento del 4%, il polipropilene, salito del 5%, e i metalli non ferrosi, in rialzo del 2%. Qualora le tensioni internazionali dovessero proseguire, la spinta potrebbe rafforzarsi nelle prossime settimane.

Noli marittimi oltre il 100%, siderurgia ancora in difficoltà

Il comparto siderurgico resta invece penalizzato dalla debolezza della domanda e dagli elevati costi energetici. Nell’ultimo mese il prezzo del minerale di ferro è diminuito del 12%, mentre quello del rottame ferroso ha registrato una flessione del 5%.

Una pressione ulteriore arriva dai trasporti marittimi. I noli mercantili sulla rotta Shanghai-Genova sono aumentati del 128%, mentre quelli tra Shanghai e Rotterdam hanno segnato un incremento del 140%. Per le aziende che acquistano componenti e materie prime sui mercati asiatici, l’impennata dei costi logistici rischia di tradursi in nuovi rincari e in margini industriali più ridotti.

La situazione internazionale non ha però fermato la manifattura bresciana nei primi tre mesi del 2026. La produzione provinciale ha consolidato la crescita dei periodi precedenti, registrando un aumento tendenziale del 3,5%. Gli effetti del conflitto in Medio Oriente non risultano ancora pienamente visibili nei livelli produttivi rilevati tra gennaio e marzo, mentre sono già emersi sui prezzi dell’energia e di alcune materie prime impiegate dalle imprese locali.

Gozzi: servono energia sicura e una politica industriale europea

Antonio Gozzi ha richiamato la necessità di evitare che la decarbonizzazione si trasformi in un ulteriore svantaggio competitivo per le aziende europee. Per il vicepresidente di Confindustria, la transizione deve essere accompagnata da una politica industriale solida, da investimenti nelle infrastrutture energetiche, da regole più semplici e da una revisione del sistema europeo delle emissioni.

«La sfida è coniugare sostenibilità e sviluppo industriale, garantendo alle imprese energia sicura, abbondante e a costi competitivi», ha affermato Gozzi, indicando nella tutela della base manifatturiera una condizione necessaria per sostenere innovazione, occupazione qualificata e trasformazione ecologica.

Paolo Streparava ha evidenziato come la manifattura bresciana continui a mostrare capacità di tenuta, pur dovendo affrontare volatilità dei mercati, tensioni internazionali e prezzi energetici elevati. La previsione di una bolletta da 1,464 miliardi di euro, lievemente inferiore alla stima diffusa nel precedente appuntamento di marzo, mantiene gli esborsi complessivi su livelli vicini a quelli del 2021.

Roberto Saccone ha infine sottolineato il valore delle analisi economiche nella pianificazione aziendale. In una fase segnata dal rallentamento della crescita mondiale, dai rischi inflazionistici e dall’incertezza geopolitica, dati e proiezioni possono aiutare le imprese a definire investimenti e strategie con maggiore consapevolezza. Il sistema produttivo bresciano, ha osservato, conserva competenze e capacità per reagire, a condizione di proseguire negli investimenti in innovazione, modernizzazione e formazione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.