Terrorismo internazionale, arrestato giovane egiziano dalla Polizia di Stato
09/03/2026
La Polizia di Stato ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane di origine egiziana ritenuto partecipe di un’associazione con finalità di terrorismo internazionale. Il provvedimento è stato disposto dall’autorità giudiziaria nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Brescia.
L’operazione rappresenta un ulteriore sviluppo investigativo di un’attività già avviata negli anni precedenti e condotta dalle Digos di Brescia e Bergamo con il supporto della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e dell’UCIGOS.
L’indagine e le precedenti contestazioni
Il giovane era già stato arrestato il 4 ottobre 2024 al termine di una complessa attività investigativa per il reato di apologia di delitti aggravata dalla finalità di terrorismo. Secondo gli inquirenti, attraverso numerose attività online avrebbe diffuso e promosso contenuti riconducibili all’organizzazione terroristica Islamic State.
Le indagini erano partite da informazioni trasmesse dall’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE), che avevano consentito agli investigatori di avviare approfondimenti mirati sul soggetto. L’analisi delle attività svolte sui social network e su alcune piattaforme digitali aveva evidenziato un forte interesse per tematiche jihadiste.
Tra i contenuti condivisi dall’indagato figuravano materiali di propaganda e messaggi di esaltazione riferiti allo Stato islamico, alla Jihad Islamica Palestinese e alla pratica del martirio.
Nel corso dell’indagine era emersa anche l’ipotesi di una possibile fase preparatoria finalizzata alla realizzazione di azioni violente. In particolare gli investigatori avevano ricostruito un progetto che avrebbe preso di mira fedeli cristiani frequentatori di una chiesa nel centro di Bergamo.
Nuovi sviluppi investigativi e l’accusa di associazione terroristica
Le successive attività investigative condotte dalla Digos di Brescia e l’analisi forense dei dispositivi elettronici sequestrati hanno portato alla scoperta di nuovi elementi. Secondo gli inquirenti, il giovane non avrebbe agito isolatamente ma sarebbe stato inserito in un circuito relazionale con altri soggetti coinvolti in attività di matrice jihadista.
Le indagini hanno permesso di individuare un gruppo attivo su sistemi di messaggistica istantanea denominato “I pericolosi d’Egitto”, all’interno del quale sarebbero state condivise progettualità terroristiche.
Sulla base di queste evidenze, la Procura distrettuale di Brescia ha richiesto al giudice per le indagini preliminari l’emissione di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato previsto dall’articolo 270 bis del codice penale, relativo alla partecipazione ad associazioni con finalità di terrorismo.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il giovane sarebbe stato coinvolto in attività riconducibili all’organizzazione jihadista Islamic State Khorasan Province (ISKP). Gli investigatori avrebbero inoltre riscontrato progetti di attentati contro obiettivi sensibili come stadi e luoghi di culto.
Dagli accertamenti sarebbe emersa anche l’intenzione di arruolarsi tra i combattenti del Daesh attivi in Mozambico, accompagnata da attività di autoaddestramento tramite la consultazione di materiale online sulla costruzione di esplosivi e sulla gestione di armi da fuoco.
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