Stagione Teatro Grande 2026: al via un percorso musicale sul tema del doppio
20/01/2026
Prende avvio venerdì 23 gennaio 2026 la nuova stagione musicale della Fondazione Teatro Grande, inaugurata alle ore 20 nel Ridotto di Corso Giuseppe Zanardelli. Un esordio che chiarisce fin da subito l’impianto culturale dell’intera programmazione: il tema del doppio, inteso non come semplice contrapposizione, ma come spazio di relazione, affinità e dialogo tra differenze.
La stagione 2026 sceglie di muoversi lungo una linea curatoriale precisa, mettendo a confronto linguaggi, epoche e geografie differenti. Musica e danza diventano strumenti per costruire connessioni tra artisti contemporanei e figure del passato, tra tradizioni lontane e sensibilità vicine, in un tentativo dichiarato di individuare ciò che unisce anziché ciò che separa. In questa prospettiva, l’arte assume un ruolo attivo nel tessuto sociale: non evasione, ma pratica culturale capace di ricucire legami e restituire senso di appartenenza alla collettività.
Filosofia e musica: un dialogo non scontato
L’apertura della stagione è affidata a “Incontri tra filosofia e musica”, un progetto che indaga il rapporto, tutt’altro che marginale, tra pensiero filosofico e composizione musicale nell’età moderna. Il programma mette in relazione due figure apparentemente distanti per formazione e contesto, ma accomunate da una ricerca rigorosa sul senso della forma e del tempo sonoro.
Da un lato il filosofo bresciano Emanuele Severino, dall’altro il compositore tedesco Paul Hindemith. Il confronto non è costruito come esercizio accademico, ma come esperienza d’ascolto capace di far emergere consonanze e frizioni, mettendo in luce come la musica possa diventare veicolo di pensiero e come la filosofia possa tradursi in gesto sonoro.
Il concerto inaugurale e le prime esecuzioni
La serata è affidata alla voce e alla guida di Augusto Mazzoni, relatore dell’incontro, affiancato da Massimiliano Salmi all’oboe e Ruggero Ruocco al pianoforte. Il programma prevede l’esecuzione della Sonata per oboe e pianoforte di Hindemith, pagina significativa del repertorio novecentesco, accostata a due composizioni di Severino: Due piccoli canti antichi per oboe solo e Quattro pezzi per oboe e pianoforte, presentati in prima esecuzione pubblica.
L’accostamento tra queste opere rende esplicito il senso del “doppio” che attraversa l’intera stagione: musica come pensiero che si fa suono, pensiero che trova nella musica una propria forma espressiva. Un inizio che non punta sull’effetto, ma sulla profondità del dialogo, invitando il pubblico a un ascolto attento e consapevole.
Con questo appuntamento inaugurale, il Teatro Grande apre una stagione che si preannuncia come un laboratorio di relazioni culturali, in cui il confronto tra differenze diventa occasione di riflessione condivisa e di esperienza artistica viva.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to