Sequestro da un milione a Brescia, nel mirino una famiglia attiva nel commercio di auto
10/04/2026
Un patrimonio accumulato nel tempo e ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati è finito al centro di un’operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato a Brescia. Il provvedimento, disposto dal Tribunale su richiesta della Procura e del Questore, ha portato al sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore complessivo vicino al milione di euro, coinvolgendo nove persone appartenenti alla stessa famiglia.
L’intervento si inserisce nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniale e nasce da un’attività investigativa che ha ricostruito un quadro ritenuto coerente con una sistematica attività illecita protratta nel tempo. Secondo quanto emerso, i soggetti coinvolti avrebbero vissuto, a partire dal 2014, grazie ai proventi di attività delittuose, con particolare riferimento a operazioni fraudolente nel settore del commercio di autoveicoli.
Le indagini e il sistema di truffe nel commercio di auto
Al centro degli accertamenti vi sarebbe un meccanismo consolidato, basato sull’acquisto di veicoli provenienti da società di leasing, spesso di recente immatricolazione ma con percorrenze elevate. Su queste auto sarebbero state effettuate manipolazioni del chilometraggio, accompagnate dalla falsificazione delle carte di circolazione, così da renderle più appetibili sul mercato e rivenderle a un prezzo superiore rispetto al valore reale.
Il sistema si sarebbe sviluppato attraverso la costituzione di sette imprese individuali formalmente attive nel commercio di veicoli, ma risultate, secondo gli inquirenti, inadempienti agli obblighi fiscali per diversi anni d’imposta, dal 2014 al 2020 e anche nel 2022. Un elemento che ha contribuito a rafforzare il sospetto di un circuito economico parallelo, alimentato da operazioni non dichiarate e da margini di profitto rilevanti.
Le indagini economico-patrimoniali hanno inoltre evidenziato una marcata sproporzione tra redditi e beni posseduti, circostanza che ha sostenuto la richiesta di sequestro ai fini della confisca. Tra i beni individuati figurano immobili, terreni e un numero significativo di veicoli, per un valore complessivo stimato in oltre 900 mila euro.
Il sequestro e l’arresto di una 60enne
Nel corso delle operazioni è stata anche individuata una donna di 60 anni, destinataria di un ordine di carcerazione emesso a seguito di sentenze definitive per reati contro il patrimonio. La donna deve scontare una pena di quattro anni di reclusione ed è stata condotta presso la casa circondariale di Verziano.
Il sequestro ha riguardato, tra l’altro, un’area edificabile e un immobile non ancora registrato al Catasto, utilizzato come residenza dagli indagati, oltre a un terreno situato a Brescia e a un altro immobile nel comune di Travagliato. A questi si aggiungono 31 autoveicoli, considerati parte integrante del patrimonio accumulato.
Il provvedimento resta al momento di natura cautelare e sarà oggetto di valutazione nel contraddittorio previsto davanti al Tribunale. Nel frattempo, l’operazione rappresenta un passaggio significativo nel contrasto alle attività economiche illecite, soprattutto in settori nei quali la circolazione di beni e capitali può prestarsi a pratiche fraudolente difficili da intercettare senza un’analisi approfondita dei flussi patrimoniali.
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