Polizia Provinciale, il 2025 del Nucleo Ittico Venatorio: controlli, emergenze e gestione della fauna
21/01/2026
Un bracconiere individuato in Alta Valle Camonica mentre cacciava con una carabina dotata di silenziatore artigianale, strumento vietato, e senza autorizzazioni: l’episodio è l’ultima fotografia di un anno che, per il Nucleo Ittico Venatorio della Polizia Provinciale, è stato segnato da interventi continui e da un carico di lavoro esteso ben oltre la sola vigilanza venatoria.
Il bilancio dell’attività 2025, riferito agli agenti guidati dal comandante Dario Saleri, racconta un presidio chiamato a muoversi su più piani: contrasto agli illeciti, tutela della biodiversità, gestione delle emergenze sanitarie e prevenzione dei rischi per la pubblica incolumità. Il dato di contesto è significativo: 32 operatori impegnati sull’intero territorio provinciale, con base operativa in via Romiglia, in una provincia ampia e complessa come quella di Brescia.
Reati, verbali e sequestri: il fronte della vigilanza
Sul versante del contrasto agli illeciti, l’attività ha prodotto un numero consistente di esiti sia penali sia amministrativi. Nel corso dell’anno sono state denunciate 43 persone all’Autorità Giudiziaria per reati di varia natura; a queste si affianca una componente amministrativa altrettanto robusta, con 362 verbali nel settore della caccia e 145 in quello della pesca.
Tra gli interventi operativi rientrano anche sequestri legati ad attività venatoria irregolare: una decina di ungulati oggetto di condotte illecite sono stati posti sotto sequestro, mentre i controlli sulla pesca hanno interessato i tre laghi bresciani e i principali corsi d’acqua, con verifiche durante semine ittiche, recuperi di pesci in difficoltà e attività di supporto alla filiera riproduttiva destinata agli incubatoi di Desenzano e Iseo.
Contenimento, soccorso fauna e prevenzione sanitaria
Il 2025 è stato un anno centrale anche per il contenimento delle specie e per le azioni collegate al rischio sanitario. In relazione alla Peste Suina Africana, sono stati abbattuti 208 cinghiali nell’ambito delle misure di contenimento finalizzate a limitare la diffusione del virus. Sul fronte della West Nile Disease, viene segnalata un’attività che ha riguardato 500 corvidi, inserita nelle azioni di monitoraggio e prevenzione legate alla circolazione della malattia.
Ampia anche la parte di tutela agricola, con interventi mirati a ridurre i danni alle colture: nell’ambito delle misure previste dal decreto regionale, sono stati abbattuti 17.740 piccioni. In parallelo, il Nucleo ha gestito un volume molto elevato di soccorsi: oltre 2.000 interventi per il recupero di animali feriti o in difficoltà – ungulati, rapaci diurni e notturni, avifauna – con consegna ai CRAS di Valpredina e Paspardo. Prosegue inoltre l’attività di coordinamento con i Comuni per monitoraggio e contenimento delle nutrie, tema che coinvolge sicurezza idraulica e equilibrio degli ecosistemi.
Incidenti con fauna, grandi carnivori e unità antiveleno
Nel bilancio trova spazio anche la dimensione della sicurezza stradale e della raccolta dati, cruciali quando il conflitto tra presenza animale e attività umane diventa concreto. Sono stati rilevati 17 incidenti stradali causati da fauna selvatica, tra cervi, caprioli, daini, cinghiali e lupo. In ambito venatorio, sono stati effettuati 120 rilievi finalizzati al rilascio delle autorizzazioni per gli appostamenti fissi, oltre ai censimenti costanti delle popolazioni di ungulati, lagomorfi e fauna tipica alpina, base tecnica necessaria alla costruzione dei piani di gestione e abbattimento.
Particolarmente delicato il capitolo dei grandi carnivori: gli operatori hanno svolto interventi tecnici su 36 casi di predazione su animali d’allevamento, un dato che pesa nelle scelte di convivenza e nelle misure di mitigazione. Sul fronte della prevenzione dei bocconi avvelenati e delle bonifiche, l’Unità Cinofila Antiveleno (UCA) ha effettuato 13 interventi straordinari in provincia di Brescia, oltre a servizi svolti anche nelle province di Mantova, Sondrio e Bergamo, accompagnati da un’attività ordinaria di controllo e sensibilizzazione, anche nelle scuole.
A sintetizzare il senso del resoconto è il consigliere delegato alla Sicurezza Daniele Mannatrizio, che definisce il Nucleo un presidio indispensabile per biodiversità e sicurezza rurale, sottolineando la professionalità degli agenti e il valore delle segnalazioni dei cittadini, spesso decisive per intervenire in tempo ed evitare situazioni di pericolo.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to