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Mo.Ca 2026, presentazione del libro La moda non è un mestiere per cuori solitari

15/01/2026

Mo.Ca 2026, presentazione del libro La moda non è un mestiere per cuori solitari

Venerdì 16 gennaio, alle 17.30, la Sala Danze del Mo.Ca – Centro per le nuove Culture accoglie la presentazione di La moda non è un mestiere per cuori solitari, libro di Patrizia Sardo Marras. L’incontro si inserisce nel calendario culturale cittadino come occasione di ascolto e confronto, in un luogo che da tempo favorisce l’incontro tra linguaggi creativi, ricerca e memoria.

A dialogare con l’autrice sarà Silvia Casagrande, storica della moda e curatrice della mostra Jeans. Blu quasi trasparente. All’incontro partecipa anche Michele Venturini, portando uno sguardo ulteriore sul rapporto tra abito, racconto e identità. L’evento è proposto in concomitanza con il bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata, un richiamo simbolico alla stratificazione del tempo e alla forza delle immagini che tornano.

Un racconto a due voci tra memoria, moda e identità

Il volume è un viaggio sentimentale e insieme ironico dentro una delle coppie più originali del Made in Italy: Patrizia e Antonio Marras. Lei, mente narrativa e contrappunto poetico; lui, creatore visionario capace di tradurre suggestioni intime in collezioni che mescolano arte, teatro e sartorialità. La moda, in queste pagine, non è un sistema autoreferenziale né un mestiere solitario, ma un lavoro corale fatto di relazioni, scambi, memorie condivise.

Il libro prende forma in Sardegna, luogo d’origine e ritorno, tra Alghero e Santa Teresa di Gallura, dove l’infanzia diventa archivio emotivo. Emergono figure eccentriche e donne “magiche”, presenze familiari che trasmettono un senso profondo dello stile e un’idea di memoria come valore operativo, non nostalgico. I racconti scorrono per intermittenze, accumulano immagini e suggestioni che non restano ferme: vengono rimesse in discussione, traslate nel presente, orientate verso ciò che deve ancora arrivare.

La memoria come progetto, non come rifugio

Il tema portante del libro è il ricordo inteso come origine del presente e matrice del futuro. Non una linea retta, ma un tempo che si riposiziona, si piega, si rinnova. Le “pieghe delle vesti” diventano così luoghi di passaggio, di rimando, di stratificazione culturale. In questo senso, la moda appare come pratica narrativa: un linguaggio che registra il vissuto e lo trasforma in gesto creativo, tenendo insieme ironia, lirismo e concretezza.

Il dialogo pubblico al Mo.Ca promette di restituire questa complessità, intrecciando parole, esperienze e riferimenti storici. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, una scelta che favorisce la partecipazione e conferma la vocazione inclusiva dell’iniziativa.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to