Minaccia madre e sorella con una pistola, poi la punta contro la Polizia: arrestato un 50enne a Brescia
04/02/2026
Gli agenti arrivano per una lite domestica segnalata al 112 e si trovano davanti una scena che, per dinamica e rischio, supera la soglia dell’ordinario: un uomo armato, fuori controllo, accusato di aver aggredito e minacciato di morte la madre e la sorella all’interno di un appartamento in centro a Brescia. Quando le pattuglie della Squadra Volante e del Commissariato “Carmine” lo intercettano poco dopo nei pressi del condominio, l’uomo avrebbe estratto l’arma e l’avrebbe puntata contro i poliziotti, urlando minacce e tentando di guadagnare la fuga verso la rampa dei garage.
La situazione, descritta come estremamente pericolosa, si chiude con un intervento ravvicinato: secondo quanto ricostruito, approfittando di un momento di distrazione l’agente riesce a raggiungere il 50enne, disarmarlo e immobilizzarlo al termine di una colluttazione. Solo in un secondo momento l’arma si rivelerà essere una pistola a gas priva di tappo rosso, del tutto somigliante a un modello Beretta PX4 Storm.
L’intervento dopo la chiamata al 112 e il disarmo
La richiesta di soccorso arriva mentre la lite è ancora in corso: le due donne raccontano di essere state aggredite e minacciate con l’arma puntata alla testa. Ai poliziotti riferiscono anche un dettaglio decisivo per le ricerche: l’uomo, in quel momento, starebbe lasciando l’appartamento con la pistola in pugno. La descrizione fornita permette alla Centrale Operativa di diramare l’allarme e orientare le pattuglie sul territorio.
Quando l’uomo viene individuato nelle vicinanze del condominio, alla vista della Polizia avrebbe reagito puntando l’arma e minacciando gli agenti, quindi tentando di fuggire. Gli operatori, nel frattempo supportati da altre pattuglie fatte confluire sul posto, gli intimano di fermarsi e di gettare immediatamente la pistola. Il 50enne, sempre secondo la ricostruzione, non avrebbe obbedito: avrebbe invece “scarrellato” l’arma e si sarebbe avventato contro i poliziotti, rendendo necessario l’intervento fisico per bloccarlo e disarmarlo.
Sequestri e accuse: dalla pistola a gas al machete
Dopo il fermo, la perquisizione personale e i controlli estesi all’abitazione e alle pertinenze portano al rinvenimento di materiale che viene posto sotto sequestro: una scatola con numerosi proiettili di piombo calibro 4.5, dieci capsule di ricarica CO₂ e un machete lungo 57 centimetri, con lama di 45. Mentre una pattuglia accompagna l’uomo negli uffici della Questura, un secondo equipaggio resta con le vittime per raccogliere la denuncia e formalizzare il racconto.
Madre e sorella riferiscono di vivere da tempo una condizione di forte disagio, segnata da aggressioni verbali e fisiche che avrebbero reso quotidiana la paura per la propria incolumità. Nell’episodio più recente, l’uomo sarebbe rientrato in evidente stato di ubriachezza e avrebbe estratto la pistola puntandola contro di loro; nel tentativo di fermarlo, le due donne sarebbero state spintonate, colpite e afferrate per il collo. Il 50enne, bresciano, risulta con precedenti anche per maltrattamenti in famiglia: al termine degli atti di Polizia giudiziaria viene arrestato per maltrattamenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e trasferito in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
In considerazione dei fatti e del quadro emerso, il Questore di Brescia Paolo Sartori dispone anche una misura di prevenzione personale: l’ammonimento, previsto nei casi di violenza domestica o atti persecutori, che contiene l’invito a intraprendere un percorso di “riabilitazione” finalizzato alla presa di coscienza del disvalore delle condotte violente e vessatorie.
Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: eventuali responsabilità saranno accertate solo all’esito del procedimento e con sentenza definitiva.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to