Milano-Cortina 2026, il “Codivilla” entra in modalità Olimpiadi: visita del presidente Stefani al Policlinico Olimpico
14/02/2026
A Cortina d’Ampezzo c’è un edificio che, per qualche settimana, smetterà di essere soltanto un ospedale di montagna e diventerà un’infrastruttura operativa al servizio di un evento planetario. Il Policlinico Olimpico allestito all’Ospedale Codivilla, pensato come snodo dell’assistenza sanitaria per i Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, ha ricevuto la visita del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, accolto dai vertici dell’Ulss 1 Dolomiti guidati dal commissario Giuseppe Dal Ben e dal personale in servizio.
L’attenzione non è solo simbolica: la consegna all’Ulss degli spazi destinati all’uso olimpico è avvenuta il 25 gennaio 2026, dopo un iter lungo e articolato, iniziato con la concessione pubblico-privato del 2019 e attraversato da rallentamenti legati prima alla pandemia, poi ai rincari, fino alla ripresa dei lavori nel 2023 e alla firma di un atto aggiuntivo nel novembre 2024.
Un presidio sanitario secondo gli standard CIO: pronto soccorso, diagnostica e regia dei soccorsi
Per il periodo dei Giochi, il Codivilla è stato configurato come Policlinico Olimpico secondo le linee guida del Comitato Olimpico Internazionale: un Pronto Soccorso con supporto di laboratorio analisi, Radiologia, poliambulatorio con più specialità e una control room da cui verranno coordinati i soccorsi sanitari legati alle Olimpiadi, sotto la regia del regional medical manager Paolo Rosi. Completano l’assetto la foresteria e la mensa per il personale, perché l’operatività è prevista sulle 24 ore.
La macchina, a quanto riferito, ha già sostenuto i primi stress test: casi clinici e traumi di atleti internazionali gestiti con rapidità, con accesso a diagnostica avanzata come TC e risonanza magnetica, oltre a consulenze in ortopedia, cardiologia, medicina dello sport e fisiatria; sono disponibili anche ginecologia, ORL, psicologia, nursery e tecnologie riabilitative.
Privacy, numeri e “legacy”: attrezzature e competenze che resteranno al territorio
Un capitolo delicato riguarda la riservatezza: percorsi dedicati, spazi progettati per tutelare la privacy degli atleti e una gestione dell’accoglienza che risponde agli standard richiesti, con la presenza costante anche di un interprete a supporto del personale.
I numeri danno la misura dello sforzo organizzativo: al Codivilla sono impiegate 528 persone, mentre l’assistenza sanitaria complessiva, tra venue e villaggio olimpico, coinvolge oltre 1.500 operatori.
La Regione insiste sul tema dell’eredità che i Giochi lasceranno in dote. Quella tangibile passa dalle apparecchiature: ecografi, sistemi radiologici diretti e dotazioni per la riabilitazione che resteranno alla sanità locale; tra gli acquisti, per un valore complessivo indicato intorno al milione di euro, figurano un treadmill a gravità ridotta e strumenti per oculistica e ORL, oltre a tecnologie per laserterapia, crioterapia e onde d’urto.
L’altra eredità, meno visibile ma spesso più incisiva, è lo scambio professionale: un modello che mette in collaborazione il personale dell’Ulss 1 Dolomiti e specialisti provenienti da altre eccellenze regionali, con l’obiettivo di trasformare l’esperienza olimpica in un patrimonio stabile per il Servizio sanitario regionale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to