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Meteo Veneto, gennaio 2026: mese diviso in due tra gelo iniziale e precipitazioni record a fine periodo

09/02/2026

Meteo Veneto, gennaio 2026: mese diviso in due tra gelo iniziale e precipitazioni record a fine periodo

Gennaio 2026 in Veneto ha mostrato un andamento netto e quasi “spezzato”, con una prima parte dominata da condizioni fredde e asciutte e una seconda fase decisamente più dinamica, caratterizzata da piogge abbondanti e nevicate diffuse. Il bilancio finale racconta un mese meteorologicamente interessante, con contrasti marcati e dati che, in alcuni casi, entrano a pieno titolo tra i più rilevanti dell’ultimo trentennio.

La prima decade è stata segnata dal proseguimento di una fase fredda già avviata a cavallo con dicembre. Il culmine è stato raggiunto l’8 gennaio, quando si sono registrate gelate intense e diffuse anche in pianura, con temperature minime particolarmente rigide e un raffreddamento notturno favorito dall’assenza di nuvolosità e precipitazioni.

La svolta è arrivata soltanto nell’ultima decade del mese, quando pioggia e neve hanno finalmente interessato la regione con un’intensità tale da ribaltare il bilancio pluviometrico complessivo.

Precipitazioni: +36% rispetto alla media e valori tra i più alti dal 1992

Sul fronte delle piogge, gennaio 2026 si chiude con un dato significativo: +36% di precipitazioni rispetto alla media climatica 1991-2020. Nonostante l’inizio secco, la quantità d’acqua caduta nella parte finale del mese è stata tale da collocare gennaio al quarto posto dal 1992 per intensità giornaliera di precipitazione nella serie storica.

Le anomalie più marcate si sono concentrate sul Veneto centrale, mentre risultano più vicini alla norma alcuni settori come il Veronese, le Prealpi e le Dolomiti, dove la distribuzione delle piogge appare meno “estrema” rispetto ad altre aree regionali. Il quadro generale evidenzia comunque un mese che, pur partendo in deficit, ha recuperato ampiamente nella fase conclusiva.

Temperature: freddo iniziale, poi ritorno verso la normalità

Dal punto di vista termico, gennaio 2026 non si è chiuso con valori eccezionalmente bassi, nonostante l’avvio rigido. Le temperature medie mensili risultano infatti in linea o leggermente inferiori rispetto alla norma 1991-2020, con un comportamento simile anche per minime e massime.

Un elemento che emerge con chiarezza dall’analisi dei dati disponibili dal 1992 ad oggi è l’assenza di un trend significativo di crescita delle temperature nel mese di gennaio. Un’indicazione che, almeno per questo specifico periodo dell’anno, non mostra una progressione costante verso valori più elevati, pur all’interno di un contesto climatico più ampio spesso soggetto a oscillazioni.

Neve: accumuli importanti nella terza decade, fiocchi anche a bassa quota

Le nevicate si sono concentrate nella terza decade del mese, con apporti significativi anche a quote relativamente basse. Nei fondovalle dolomitici e in diverse aree montane sono stati registrati accumuli consistenti: 50-70 cm di neve fresca in alcune zone delle Dolomiti, mentre sull’Altopiano, attorno ai 1000 metri, si sono raggiunti 30-40 cm.

A quota 2000 metri, sempre nelle Dolomiti, la quantità di neve risulta complessivamente nella media stagionale, ma con un dettaglio importante: lo spessore del manto nevoso resta basso, segnale di una copertura non ancora pienamente consolidata, probabilmente legata alla distribuzione irregolare degli eventi e a periodi precedenti meno nevosi.

Il rapporto meteo di gennaio 2026 viene completato da due focus specifici dedicati all’agrometeorologia e all’area dolomitica del Bellunese, offrendo un quadro più dettagliato utile anche per agricoltura e gestione del territorio.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to