Horizon Europe 2026-2027, nuove call e investimenti sulla biodiversità
26/03/2026
Si delinea un aggiornamento significativo per Horizon Europe 2026-2027, con un rafforzamento dell’impostazione strategica del programma e una crescente integrazione con le politiche dell’Unione europea. Le anticipazioni indicano l’introduzione di strumenti pensati per orientare la ricerca verso obiettivi sistemici, con un impatto diretto su innovazione, sostenibilità e competitività.
Nuove call trasversali e orientamento strategico
Tra le principali novità emergono due call orizzontali di ampia portata, ciascuna dotata di un proprio programma di lavoro e di risorse consistenti. Questo modello, già sperimentato in ambiti come l’intelligenza artificiale applicata alla ricerca e la decarbonizzazione industriale, tende a superare la frammentazione tematica, favorendo approcci interdisciplinari e orientati alle priorità politiche europee.
L’introduzione di queste call ha però aperto un confronto tra gli operatori del settore, in particolare rispetto alla distribuzione delle risorse e al possibile impatto sui finanziamenti destinati alla ricerca libera. Il tema dell’equilibrio tra indirizzo strategico e autonomia scientifica resta uno dei punti più discussi.
Azioni ponte e prospettive future
Un elemento rilevante riguarda le cosiddette bridging actions, strumenti pensati per accompagnare il passaggio verso il prossimo programma quadro previsto per il 2028. Queste iniziative mirano a costruire continuità tra ricerca e applicazioni industriali, facilitando percorsi di investimento più coerenti e integrati.
Il disegno complessivo si inserisce in una visione più ampia che guarda al futuro European Competitiveness Fund, destinato a ridefinire il ruolo della ricerca nel sistema economico europeo, con un’attenzione crescente alla capacità di generare innovazione concreta e competitività.
Maxi investimento sulla biodiversità
Tra le iniziative più avanzate emerge una call dedicata alla biodiversità, con un budget complessivo stimato in circa 230 milioni di euro distribuiti su due anni. L’intervento si articola in più linee tematiche, con l’obiettivo di rafforzare il contributo della ricerca alle politiche ambientali e alla resilienza climatica.
La prima fase, prevista per ottobre 2026, includerà temi legati al declino degli invertebrati, agli effetti delle transizioni verde e digitale sugli ecosistemi e allo sviluppo di sistemi globali di osservazione degli oceani. La seconda fase, attesa per aprile 2027, si concentrerà su ambiti emergenti come l’impatto delle sostanze PFAS, il ripristino ambientale attraverso living labs e il contrasto al traffico di fauna selvatica.
Un processo ancora in definizione
Nonostante il livello di dettaglio già disponibile, il quadro definitivo non è ancora stato formalizzato. Il confronto con gli Stati membri rappresenterà un passaggio determinante per la definizione finale di budget e priorità, con l’adozione dell’aggiornamento prevista entro la fine di settembre.
Le scelte che emergeranno da questo processo contribuiranno a delineare il ruolo della ricerca europea nei prossimi anni, in un contesto che richiede capacità di integrazione tra conoscenza, innovazione e politiche pubbliche.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.