Fumogeni allo stadio Rigamonti: due ultras dell’Union Brescia denunciati e colpiti da DASPO di due anni
03/02/2026
Due tifosi dell’Union Brescia sono stati identificati, denunciati e destinatari di un Divieto di Accesso alle Manifestazioni Sportive (DASPO) della durata di due anni per quanto accaduto allo stadio Stadio Mario Rigamonti durante la partita contro Inter U23, valida per il campionato di Serie C. Il provvedimento è stato adottato dal Questore della provincia di Brescia, Paolo Sartori, a seguito di una puntuale attività investigativa.
I fatti risalgono al 22 dicembre 2025. Nel corso dell’incontro, all’interno del settore Curva Nord, si sono verificate accensioni e lanci di fumogeni e artifici pirotecnici tra gli spalti, con la formazione di una densa nube di fumo bianco che ha compromesso la visibilità e creato condizioni di concreto pericolo per la sicurezza pubblica. Il rischio, in una situazione di affollamento, era quello di reazioni incontrollabili e potenziali episodi di panico, con conseguenze gravi per l’incolumità degli spettatori.
Le indagini della DIGOS e le denunce
L’identificazione dei responsabili è stata possibile grazie alle indagini condotte dalla DIGOS della Questura di Brescia, supportate dalle immagini del sistema di videosorveglianza dell’impianto. Al termine degli accertamenti, due ultras dell’Union Brescia sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per condotte idonee a mettere in pericolo la sicurezza pubblica mediante l’uso di materiale pirotecnico.
Si tratta di un trentenne originario della provincia di Mantova e di un ventiquattrenne residente nel Bresciano, entrambi cittadini italiani. Le rispettive posizioni sono state valutate alla luce della partecipazione attiva agli episodi contestati e della gravità dei comportamenti tenuti all’interno dello stadio.
Il DASPO e le restrizioni previste
Sulla base degli elementi raccolti, il Questore ha disposto per entrambi un DASPO di due anni, valido per tutte le manifestazioni sportive organizzate e gestite dalle federazioni aderenti al Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Il divieto riguarda non solo l’accesso agli impianti sportivi, ma anche le aree interessate alla sosta, al transito e al trasporto dei tifosi, comprese le zone limitrofe agli stadi nel raggio di 500 metri.
Le restrizioni si estendono alle stazioni ferroviarie, ai caselli autostradali, agli scali aeroportuali, agli autogrill e a tutti i luoghi connessi agli spostamenti del pubblico sportivo, per un arco temporale che va dalle tre ore precedenti l’inizio dell’evento alle tre ore successive alla sua conclusione. In caso di violazione, è prevista la denuncia ai sensi della normativa vigente, con ulteriori conseguenze penali.
Il Questore Sartori ha sottolineato come comportamenti di questo tipo mettano a rischio non solo l’ordine pubblico, ma anche la sicurezza di famiglie e minori presenti sugli spalti, ribadendo la necessità di interventi rigorosi per prevenire il ripetersi di episodi analoghi.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to