Decreto Milleproroghe 2026, Zecchinato: “Più forza ai Comuni. Oltre 3 milioni dal bilancio regionale per le fusioni”
28/02/2026
Il via libera al Decreto legge 31 dicembre 2025, n. 200, il cosiddetto “milleproroghe 2026”, rappresenta secondo la Regione del Veneto un passaggio rilevante per il rafforzamento delle autonomie locali. A sottolinearlo è l’assessore regionale con delega a Enti Locali, Infrastrutture e Governo del territorio, Marco Zecchinato, che evidenzia come molte delle disposizioni approvate siano frutto delle istanze dei sindaci, veicolate attraverso il lavoro di Anci.
“Si tratta di un segnale importante di attenzione verso i territori – afferma Zecchinato –. Le norme introdotte offrono maggiore flessibilità e strumenti concreti per affrontare le sfide quotidiane dell’amministrazione locale. La solidità dei Comuni è la base dello sviluppo dell’intero Veneto e come Regione intendiamo sostenerla con convinzione”.
Fusioni tra Comuni e riordino territoriale
Uno dei punti centrali del decreto riguarda il riordino territoriale e il sostegno ai processi di fusione tra Comuni. Il testo introduce nuovi criteri che garantiscono stabilità finanziaria di lungo periodo agli enti che scelgono di aggregarsi per migliorare l’efficienza dei servizi e la capacità amministrativa.
In coerenza con questa impostazione, la Regione ha previsto nello schema di bilancio approvato dalla Giunta uno stanziamento di oltre 3 milioni di euro destinato a incentivare le fusioni. “Unire le forze – sottolinea l’assessore – significa rafforzare i servizi alla comunità, valorizzare le competenze interne e accrescere il peso istituzionale dei territori”.
Il sostegno economico regionale si inserisce nel nuovo Piano di riordino territoriale, che punta a promuovere forme di cooperazione e accorpamento tra enti locali come leva per una governance più efficace.
Opere pubbliche e tutela dei bilanci
Il decreto interviene anche sulla gestione delle opere pubbliche, prorogando al 30 settembre 2026 il termine per la conclusione delle cosiddette “opere medie”. Una misura che consente ai Comuni, in particolare quelli di dimensioni ridotte, di completare interventi su scuole, strade e infrastrutture strategiche senza il rischio di perdere i finanziamenti per ritardi non imputabili agli enti.
“È un segnale di pragmatismo e fiducia verso il lavoro delle amministrazioni locali – conclude Zecchinato –. Permette di trasformare le risorse in opere concrete a beneficio dei cittadini, garantendo al tempo stesso la tenuta dei bilanci e la continuità amministrativa”.
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