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Decreto Fiscale, l’allarme di Confindustria Brescia: “Danni già per 25 milioni, rischio effetti a catena sulle imprese”

01/04/2026

Decreto Fiscale, l’allarme di Confindustria Brescia: “Danni già per 25 milioni, rischio effetti a catena sulle imprese”

Un impatto economico immediato e destinato ad ampliarsi nelle prossime settimane. La prima mappatura condotta da Confindustria Brescia sugli effetti del Decreto Fiscale restituisce un quadro che preoccupa il tessuto produttivo locale, con conseguenze già tangibili per decine di aziende che avevano programmato investimenti sulla base di un quadro normativo ritenuto stabile.

A evidenziarlo è il presidente Paolo Streparava, che sottolinea come le imprese coinvolte si trovino ora a fronteggiare una revisione drastica delle condizioni economiche su cui avevano costruito strategie industriali e piani finanziari.

Investimenti ridimensionati e benefici ridotti

I dati raccolti fino alla mattinata del 31 marzo, sulla base delle risposte di 106 aziende associate, delineano una situazione già significativa. Gli investimenti interessati superano gli 85 milioni di euro, mentre il beneficio atteso, inizialmente stimato in circa 37 milioni, è stato ridimensionato a poco più di 12 milioni.

Una contrazione rilevante che, secondo Confindustria Brescia, si traduce in un danno diretto per il territorio già quantificabile in circa 25 milioni di euro, con effetti che incidono sulla sostenibilità economica di progetti già avviati. Si tratta, in molti casi, di interventi legati all’efficientamento energetico e all’innovazione, ambiti considerati strategici per la competitività delle imprese.

Il dato, peraltro, rappresenta soltanto una prima fotografia. Il numero limitato di aziende coinvolte nella rilevazione lascia intravedere un possibile aggravamento del quadro complessivo, man mano che emergeranno ulteriori segnalazioni dal sistema produttivo.

Richiesta di intervento politico e revisione delle misure

Il confronto istituzionale viene indicato come passaggio necessario, ma non sufficiente. Streparava richiama esplicitamente la responsabilità politica del Governo, chiedendo la presenza diretta dei ministri competenti al tavolo convocato presso il Ministero.

L’obiettivo indicato è chiaro: ripristinare le condizioni precedenti al decreto, evitando soluzioni parziali che possano trasferire il peso degli aggiustamenti esclusivamente sulle imprese. In questa direzione viene sollecitato anche l’impegno dei parlamentari del territorio, chiamati a sostenere una posizione condivisa a tutela del sistema produttivo locale.

Al centro della critica emerge un principio considerato fondamentale: la stabilità delle regole. La modifica retroattiva degli incentivi viene interpretata come un elemento di forte discontinuità, capace di compromettere la fiducia degli operatori economici e di incidere sulle decisioni future di investimento.

Nel dibattito si inserisce anche una riflessione più ampia sulla gestione delle risorse pubbliche. Secondo Confindustria Brescia, eventuali esigenze di bilancio dovrebbero essere affrontate attraverso interventi strutturali, come la valorizzazione del patrimonio pubblico, evitando di gravare su un comparto che rappresenta uno dei principali motori di occupazione e sviluppo.

Il rischio evocato è quello di una progressiva perdita di attrattività del sistema industriale, in un contesto in cui la coerenza delle politiche economiche assume un ruolo determinante per la tenuta del tessuto produttivo e per la credibilità complessiva del Paese.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.