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Brescia, la memoria della strage di Piazza della Loggia in mostra a Palazzo Martinengo

07/04/2026

Brescia, la memoria della strage di Piazza della Loggia in mostra a Palazzo Martinengo

Una città che sceglie di non allontanarsi dal proprio passato, ma di attraversarlo con consapevolezza, raccogliendo frammenti, voci e testimonianze che nel tempo hanno costruito una memoria condivisa. A Brescia, negli spazi di Palazzo Martinengo delle Palle, prende forma un percorso espositivo che si inserisce nel cinquantesimo anniversario della strage di Piazza della Loggia, offrendo uno sguardo stratificato su uno degli eventi più dolorosi della storia repubblicana.

L’esposizione, dal titolo “Siamo testimoni, non perché c’eravamo ma perché non abbiamo mai smesso di esserci”, nasce dalla collaborazione tra Fondazione Brescia Musei e Centro Teatrale Bresciano, con l’obiettivo di restituire non solo i fatti, ma il lungo processo di elaborazione collettiva che ne è seguito, attraversando decenni di riflessione civile, giudiziaria e culturale.

Un archivio vivo tra memoria e ricerca della verità

Il percorso si sviluppa attraverso una selezione di materiali provenienti dall’archivio della Casa della Memoria, un patrimonio costruito nel tempo grazie a una raccolta paziente e costante di documenti, immagini, testimonianze e contributi che raccontano come la comunità abbia continuato a interrogarsi su quanto accaduto il 28 maggio 1974.

La mostra non si limita a esporre contenuti, ma costruisce una narrazione corale, in cui le diverse voci si intrecciano, restituendo la complessità di un evento che ha segnato profondamente il tessuto civile del Paese. Il lungo e articolato percorso giudiziario, ancora oggetto di attenzione, emerge accanto alle forme con cui cittadini, istituzioni e associazioni hanno mantenuto viva la memoria, trasformandola in impegno e consapevolezza.

Il visitatore si trova così immerso in una dimensione in cui il ricordo non è statico, ma si rinnova continuamente attraverso nuovi sguardi, interpretazioni e linguaggi, mantenendo saldo il legame tra passato e presente.

Otto vite, un racconto collettivo

L’allestimento si articola in otto sezioni, ciascuna dedicata a una delle vittime della strage: Giulietta Banzi Bazoli, Livia Bottardi Milani, Clementina Calzari Trebeschi, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti, Alberto Trebeschi e Vittorio Zambarda. Una scelta che restituisce centralità alle persone, evitando che i nomi restino confinati in un elenco e riportandoli invece dentro una narrazione viva e concreta.

Particolarmente significativa è la scelta espositiva: scatoloni, materiali in transizione, oggetti che sembrano appena arrivati da un archivio in movimento. Non si tratta di un allestimento definitivo, ma di un passaggio, quasi a sottolineare che la memoria è un processo continuo, mai concluso, fatto di ricomposizioni, riletture e nuove acquisizioni.

Questa dimensione temporanea suggerisce anche l’idea di un lavoro collettivo lungo cinquant’anni, durante i quali ogni documento raccolto ha contribuito a ricostruire un mosaico complesso, capace di tenere insieme dolore, ricerca della verità e volontà di giustizia.

La mostra è visitabile gratuitamente fino al 30 giugno, dal lunedì al venerdì, negli orari compresi tra le 10 e le 16, offrendo a cittadini e visitatori un’occasione per avvicinarsi a una pagina fondamentale della storia italiana attraverso un’esperienza che unisce rigore documentale e profondità umana.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.