Brescia, il Servizio Anti-degrado accelera: più controlli, più rimozioni e nuove regole nel 2025
03/03/2026
Nel 2025 il Servizio Anti-degrado della Polizia Locale di Brescia ha aumentato il ritmo: più interventi sul territorio, una gestione più strutturata delle segnalazioni e un uso più incisivo degli strumenti di controllo, in particolare contro l’abbandono di rifiuti e i veicoli lasciati in stato di incuria. Il confronto con il 2024 disegna un quadro chiaro: la linea di contrasto al degrado urbano e ambientale si è irrigidita e, parallelamente, si è rafforzata la capacità di dare risposte puntuali a cittadini ed enti quando emergono problemi di decoro e igiene pubblica.
Il dato non racconta soltanto una somma di verbali o di rimozioni, ma anche un cambio di contesto regolatorio e operativo: tre novità normative, l’aggiornamento del regolamento comunale e un percorso formativo che ha consolidato figure dedicate al presidio ambientale, costruiscono un impianto che spinge verso procedure più omogenee e controlli più efficaci.
Nuove norme e procedure: cosa cambia con il 2025
L’anno è stato segnato dall’introduzione di tre passaggi rilevanti. Il primo è il Decreto Legge 116/2025, noto come “Decreto Terra dei Fuochi”, entrato in vigore l’8 ottobre 2025, che ha inciso in modo diretto su una delle violazioni più frequenti e visibili: i rifiuti lasciati accanto ai cassonetti. Il secondo è il nuovo Regolamento comunale di Polizia Locale in materia ambientale, adottato dall’Amministrazione comunale nel maggio 2025, che ha aggiornato il perimetro delle condotte contestabili e le modalità d’intervento. Il terzo elemento è il completamento della formazione dei neo-ispettori ambientali, realizzata in collaborazione con Aprica, passaggio che ha dato più solidità al lavoro quotidiano e, soprattutto, alla qualità degli accertamenti.
Su un punto, però, è utile essere molto precisi: proprio l’entrata in vigore del decreto di ottobre ha comportato una sospensione temporanea delle sanzioni per l’abbandono dei rifiuti a fianco dei cassonetti, dall’8 ottobre al 31 dicembre 2025. Non si è trattato di un arretramento, ma di una pausa organizzativa: uniformare le procedure interne e, allo stesso tempo, garantire un’informazione adeguata alla cittadinanza rispetto alla nuova sanzione da 1.000 euro. L’attività è ripartita a gennaio 2026, recuperando anche gli illeciti segnalati nelle settimane finali del 2025, ad esempio tramite fototrappole, per i quali non era stato possibile procedere subito con l’invio delle multe. Solo nel periodo novembre–dicembre 2025 risultano 64 infrazioni già sanzionate con l’importo da 1.000 euro.
Verbali e risultati: numeri stabili, impatto concreto
Sul fronte sanzionatorio, 2024 e 2025 si collocano su valori molto simili e alti: circa 3.700 verbali ogni anno. Anche gli introiti restano praticamente sovrapponibili, con 405.890 euro nel 2025 e 406.556 euro nel 2024. La stabilità, letta bene, non significa immobilità: indica che il servizio ha mantenuto una pressione costante, pur dentro un anno di aggiornamenti normativi e riorganizzazioni operative.
Un indicatore particolarmente significativo riguarda le contravvenzioni per il mancato ritiro dei kit e della tessera necessari per la raccolta differenziata. Quando questa tipologia di sanzioni è partita, ad aprile 2024, risultavano non in regola 5.241 utenze domestiche, pari al 5,5% del totale. Al 31 dicembre 2025 il numero è sceso a 3.595 utenze, cioè il 3,7%: una riduzione che suggerisce un effetto reale delle multe, perché fotografa un rientro graduale nell’adempimento, non una semplice oscillazione statistica.
Accanto alle sanzioni amministrative, nel 2025 è aumentato anche il peso dell’attività di polizia giudiziaria collegata agli illeciti ambientali. I procedimenti penali avviati si distribuiscono in due ambiti: incendi di rifiuti e abbandono o gestione illecita. Per gli incendi dolosi sono stati avviati due procedimenti, relativi a due episodi sul territorio comunale; in entrambi i casi l’indagine ha portato all’individuazione dei responsabili e le posizioni sono ancora al vaglio dell’Autorità giudiziaria. Per l’abbandono e la gestione illecita di rifiuti sono partiti altri sei procedimenti: qui la videosorveglianza, tra telecamere fisse e fototrappole mobili, ha avuto un ruolo decisivo nell’identificazione.
Il presidio tecnologico, infatti, non è rimasto statico. Nel 2025 il parco delle telecamere fisse è stato potenziato: da 20 unità operative fino a metà settembre, il sistema è stato incrementato con altri 11 dispositivi acquisiti grazie a un finanziamento legato a un bando regionale, arrivando a 31 telecamere attive, a cui si aggiungono due fototrappole mobili (Flexcam). Le sanzioni accertate grazie alle telecamere sono cresciute di oltre il 10% rispetto al 2024, segnale che l’investimento non si traduce soltanto in deterrenza, ma anche in un rafforzamento concreto della capacità di prova.
Un’ultima fotografia, molto tangibile, riguarda i veicoli in stato di abbandono rimossi dal territorio: nel 2025 il dato è salito del 50%, passando da 50 mezzi recuperati nel 2024 a 75 nel 2025. È un numero che parla di controlli più frequenti e di un’attenzione specifica al patrimonio viario cittadino, dove l’abbandono non è mai solo un problema estetico: è anche sicurezza, occupazione impropria degli spazi, degrado che tende a replicarsi se non viene fermato in tempi rapidi.
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