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Brescia, firmato il Protocollo Zeus contro violenza e stalking

02/10/2026

Brescia, firmato il Protocollo Zeus contro violenza e stalking

La Questura di Brescia e il C.I.P.M. Lombardia Orientale hanno sottoscritto il Protocollo Zeus, accordo che introduce percorsi trattamentali rivolti ai responsabili di atti persecutori, violenza domestica, violenza di genere e cyberbullismo. La firma è avvenuta in Questura tra il questore della provincia di Brescia, Paolo Sartori, e la presidente del Centro Italiano per la Promozione della Mediazione, Maria Silvana Patti.

Percorsi specifici per i soggetti destinatari di ammonimento

Il protocollo prevede una collaborazione strutturata tra Questura e C.I.P.M. con l’obiettivo di intervenire sui comportamenti violenti e persecutori attraverso programmi di recupero gestiti da un’équipe multidisciplinare. In particolare, il questore potrà indirizzare al centro i soggetti destinatari della misura di prevenzione personale dell’ammonimento, adottata nei casi previsti dalla normativa.

I percorsi puntano a rafforzare la consapevolezza rispetto alle condotte messe in atto, lavorando sulla gestione della rabbia, dell’aggressività e dei conflitti nelle relazioni interpersonali. L’obiettivo indicato dalla Questura è ridurre il rischio di recidiva e intervenire prima che comportamenti già segnalati possano evolvere in episodi più gravi.

Alla sottoscrizione dell’accordo erano presenti anche il dirigente della Divisione Anticrimine della Questura, Francesco Morselli, e Stefania Mariotto del C.I.P.M.

Il protocollo coinvolge anche violenza di genere e cyberbullismo

Il campo di applicazione comprende situazioni riconducibili a stalking, violenza domestica, violenza di genere e cyberbullismo. Il modello affianca quindi alle tradizionali misure di prevenzione un’attività orientata al trattamento degli autori, con interventi finalizzati a modificare i comportamenti e limitare il rischio di nuove condotte persecutorie o violente.

La Questura collega il progetto anche alla prevenzione della violenza contro le donne e alla costruzione di una rete territoriale composta da forze di polizia, istituzioni, enti locali, centri antiviolenza e associazioni.

Il Protocollo Zeus si inserisce in un sistema che mira a intervenire sia sul versante della protezione delle persone esposte al rischio sia su quello della responsabilizzazione dei soggetti ammoniti, attraverso programmi specialistici e verificabili.

La partecipazione ai programmi incide sulla revoca dell’ammonimento

Le modifiche legislative introdotte nel 2023 attribuiscono un ulteriore rilievo alla partecipazione ai percorsi presso i centri specializzati. Secondo quanto evidenziato dalla Questura, il completamento di un programma di recupero rappresenta infatti una delle condizioni necessarie per poter presentare, dopo tre anni, una richiesta di revoca dell’ammonimento.

La valutazione non è automatica e tiene conto anche dei risultati raggiunti durante il percorso. Il sistema collega così la possibilità di revisione della misura preventiva alla partecipazione concreta alle attività predisposte per lavorare sui comportamenti violenti o persecutori.

Sartori: intervenire sul ciclo della violenza

Il questore Paolo Sartori ha definito il protocollo uno strumento destinato a favorire un percorso di recupero e di maggiore consapevolezza da parte degli autori di condotte violente. Secondo Sartori, il lavoro deve puntare a interrompere il “ciclo della violenza” e a fornire strumenti per una gestione diversa dell’aggressività.

La Polizia di Stato, ha aggiunto il questore, opera all’interno di una rete territoriale che coinvolge istituzioni, enti locali, associazioni e centri antiviolenza, con l’obiettivo di prevenire nuove condotte e contrastare stereotipi e comportamenti legati alla violenza di genere.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to