Brescia Città dell’Apprendimento Unesco: linee guida per ripensare i processi educativi
25/01/2026
Lo scorso dicembre l’Unesco ha confermato che Brescia possiede tutti i requisiti per essere riconosciuta come Città dell’Apprendimento. Un passaggio che certifica l’esistenza di un progetto urbano capace di affrontare la sostenibilità nelle sue diverse dimensioni e che, allo stesso tempo, indica una direzione di lavoro precisa per l’amministrazione comunale. Il riconoscimento non si esaurisce in un titolo simbolico: assume il valore di un manifesto programmatico che chiama la città a rivedere, in chiave strategica, l’intero spettro dei processi di apprendimento, formali e informali, lungo l’arco di vita delle persone.
Nel percorso di candidatura, l’organismo internazionale ha invitato il Comune a rileggere l’ecosistema educativo urbano coinvolgendo non solo scuole e università, ma anche associazioni, servizi, imprese e realtà di prossimità. L’obiettivo indicato è far emergere i vantaggi di un’azione collettiva, partecipata e coordinata, capace di rafforzare la coesione sociale e di rendere l’apprendimento uno strumento trasversale di sviluppo della città.
Benefici attesi: coesione, partecipazione e pari opportunità
Tra le linee di intervento delineate rientra il rafforzamento della coesione sociale, attraverso politiche che garantiscano pari opportunità e consolidino le competenze individuali. In questo quadro trovano spazio progetti di prevenzione giovanile costruiti sull’ascolto attivo e sulla consapevolezza emotiva, così come azioni rivolte alle seconde e terze generazioni di persone migranti, con l’intento di favorire inclusione e senso di appartenenza.
Un altro asse riguarda la partecipazione alla vita pubblica. L’amministrazione intende ampliare il protagonismo dei cittadini, a partire dai più piccoli, rendendo visibili i processi di apprendimento che si sviluppano nelle scuole e sperimentando installazioni urbane capaci di raccontare la città attraverso lo sguardo dei bambini. L’apprendimento viene così inteso come esperienza diffusa, che attraversa lo spazio pubblico e contribuisce a costruire una visione condivisa del futuro urbano.
Pilastri e fondamenta del progetto di apprendimento urbano
Il riconoscimento Unesco sollecita anche un potenziamento dei pilastri dell’apprendimento inclusivo. Tra gli obiettivi indicati figura l’aumento della copertura dei servizi per l’infanzia 0-3 anni, dal 40% attuale al 43%, insieme all’estensione dell’uso delle tecnologie digitali. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi educativi formali, informali e non formali viene letta come leva di democrazia e partecipazione, con progetti dedicati sia ai servizi per l’infanzia e alle scuole, sia agli adulti, per ridurre le diseguaglianze tecnologiche che incidono sul tessuto sociale.
Accanto a questo, viene posta attenzione alla qualità degli apprendimenti e alla condivisione di valori culturali, etici e morali. Sono previsti laboratori nelle scuole e nei contesti lavorativi, in particolare nei settori in cui molte persone sono impegnate nell’assistenza e nella cura dei familiari anziani, per riflettere sul valore del caregiving come responsabilità che attraversa generi ed età.
Sul piano delle fondamenta, il progetto punta a consolidare l’impegno politico sull’apprendimento permanente, ampliando la mappatura partecipata delle iniziative e accompagnando i diversi attori a rileggere i propri progetti secondo criteri riflessivi proposti dall’Unesco. È prevista inoltre l’estensione della partecipazione degli stakeholder, attraverso cicli di seminari in collaborazione con le università cittadine, e una maggiore mobilitazione delle risorse, con l’adesione attiva alle reti italiana e globale delle Città dell’Apprendimento.
Reti, scambi e visione di lungo periodo
L’ingresso nella rete Unesco amplia per Brescia le possibilità di confronto e scambio di buone pratiche con altre realtà urbane. Entro marzo è previsto un primo incontro con le altre città italiane dell’apprendimento, tra cui Torino, Fermo, Palermo, Trieste, Reggio Calabria e Cividale del Friuli. Il Comune, nel ruolo di promotore della Città dell’Apprendimento, intende restituire organicità a un ambiente educativo frammentato, valorizzando esperienze e saperi per interpretare i cambiamenti in corso e avviare un processo culturale misurabile non solo in termini di efficienza, ma anche di dignità, giustizia e pace sociale.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to