Brescia accelera sulla cintura verde: firmato il protocollo per il Parco periurbano sovracomunale
25/02/2026
Brescia compie un passo che, sul piano amministrativo, è solo l’inizio, ma sul piano politico e territoriale ha un peso preciso: è stato sottoscritto il protocollo d’intesa per la costituzione di un Parco di Cintura periurbano, insieme ai Comuni di Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Gussago, Nave, Rezzato, Rodengo Saiano e Roncadelle. È il primo atto formale di un percorso che dovrà attraversare i passaggi deliberativi di ogni ente coinvolto e che, nelle intenzioni dichiarate, porterà alla nascita del parco entro la primavera.
La scelta nasce da un’esigenza che molte città stanno scoprendo in ritardo: le aree periurbane non sono “margini” neutri, ma spazi in cui si decide la qualità dell’aria, la continuità ecologica, la resilienza climatica e, in definitiva, la vivibilità quotidiana. Per Brescia l’obiettivo è duplice: rafforzare conservazione e tutela ambientale e, al tempo stesso, accompagnare la transizione ecologica dell’area metropolitana attraverso una vera fascia di cintura verde, capace di mettere in relazione boschi, cave, aree agricole, itinerari e corridoi ecologici.
Dalla Carta dei Parchi periurbani alla gestione associata del territorio
Il protocollo si innesta sugli indirizzi della “Carta Bergamo Brescia dei Parchi periurbani”, che propone una visione meno decorativa e più funzionale dei parchi: luoghi di esperienze inclusive, contesti per studio e ridefinizione dei paesaggi, spazi di cultura ed elevata naturalità, risorse per benessere e qualità della vita, strumenti di coesione sociale e terreni privilegiati per l’educazione ambientale. In altre parole: non un confine verde da cartolina, ma un’infrastruttura civile.
Con la firma, i Comuni si impegnano a lavorare alla costituzione del Parco come gestione associata del territorio che, negli strumenti urbanistici, è già identificato come Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS). È un passaggio tecnico, ma decisivo: significa superare la logica della somma di “pezzi” comunali e costruire un perimetro unitario, con regole e obiettivi condivisi, capace di reggere nel tempo.
Nel Parco di Cintura confluiranno i PLIS già esistenti sul territorio di Brescia, cioè Parco delle Colline e Parco delle Cave, insieme ai parchi locali sovracomunali formalizzati dalle amministrazioni aderenti. L’idea è comporre una struttura più ampia e coerente, dove la continuità ecologica e la fruizione non si interrompano ai confini amministrativi.
Dimensioni e prospettiva: oltre 10mila ettari entro il 2028
I numeri danno la misura dell’ambizione. L’assetto attuale parte da circa 4.400 ettari (riferiti al Parco delle Colline), ma la traiettoria è esplicita: superare i 10.000 ettari entro il 2028, grazie all’inclusione delle aree che gli altri Comuni decideranno di far confluire nel Parco di Cintura per assicurarne la tutela.
Questo significa passare da un grande parco urbano-periurbano già significativo a un sistema territoriale che può incidere su microclima, biodiversità e mobilità lenta di un’intera area metropolitana. In un’epoca di isole di calore e eventi estremi sempre più frequenti, la scala non è un dettaglio: è ciò che rende efficace o marginale una politica ambientale.
Cosa farà il Parco: manutenzione, biodiversità, mobilità e difesa del territorio
Le finalità previste non si limitano alla “protezione” in senso passivo. Il Parco dovrà occuparsi di:
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gestione, valorizzazione e cura del territorio complessivo, soprattutto delle aree pubbliche e di uso pubblico;
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manutenzione degli itinerari e delle attrezzature esistenti e future;
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governo del bosco e forestazione urbana, con interventi mirati;
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conservazione dell’ambiente naturale e coltivato, con attenzione alle zone a maggiore diversità biologica e alla tutela di specie protette;
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promozione di sviluppo sostenibile attraverso azioni comuni su pianificazione, difesa del territorio (dissesto idrogeologico, isole di calore, inquinamento), mobilità, energia e agricoltura;
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coordinamento di interventi comunali quando hanno valenza sovracomunale;
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coordinamento di studi e ricerche, e diffusione delle informazioni sulle attività del Parco;
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progettazione e organizzazione di educazione ambientale;
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attivazione di forme di vigilanza per garantire la tutela del patrimonio.
La scommessa, in sintesi, è costruire un parco che non sia un “polmone” immobile, ma un sistema gestito, curato, capace di produrre benefici misurabili: corridoi ecologici, ombreggiamento e raffrescamento urbano, percorsi sicuri per muoversi senza auto, tutela del suolo e del paesaggio, opportunità educative e culturali.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.