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Brescia, 9 arresti per sequestro di persona ed estorsione

01/10/2026

Brescia, 9 arresti per sequestro di persona ed estorsione

Nove cittadini indiani sono stati arrestati dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Brescia – Direzione Distrettuale Antimafia su un presunto sequestro di persona a scopo di estorsione. Otto degli indagati sono stati destinatari di custodia cautelare in carcere e uno degli arresti domiciliari. Le misure sono state eseguite dalla Squadra Mobile di Brescia con il supporto di più uffici territoriali della Polizia.

L’indagine partita da un episodio del 9 gennaio

Gli accertamenti hanno preso avvio dopo l’arresto in flagranza di tre uomini avvenuto il 9 gennaio. Secondo la ricostruzione investigativa, i tre avrebbero condotto un connazionale e sua madre in un ufficio postale di Ghedi, con l’obiettivo di costringerli, sotto minaccia armata, a prelevare 6.000 euro da un libretto postale.

Le vittime riuscirono a chiedere aiuto a un poliziotto libero dal servizio presente nell’ufficio postale e alla Polizia locale. L’intervento delle pattuglie portò all’arresto dei tre sospettati. Durante le successive perquisizioni furono sequestrate due pistole semiautomatiche, 25 munizioni di vario calibro e alcuni telefoni cellulari.

Una delle armi, secondo quanto riferito dalla Questura, risultava rubata nel 2021 durante un furto in abitazione a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona.

Le violenze tra Rovigo e Reggio Emilia

L’analisi dei telefoni, le intercettazioni, i tabulati e gli accertamenti sui profili social avrebbero permesso agli investigatori di ricostruire una vicenda iniziata già nel pomeriggio dell’8 gennaio.

Secondo l’ipotesi accusatoria, la vittima sarebbe stata sequestrata, incappucciata, condotta in una cascina in provincia di Rovigo, spogliata e percossa per costringerla a consegnare denaro e disponibilità finanziarie. Gli indagati si sarebbero inoltre impossessati delle carte di credito e di contanti, obbligando la vittima a effettuare anche un bonifico in favore di uno dei partecipanti.

Le violenze sarebbero state filmate, con la minaccia di diffondere i video nel caso in cui la persona sequestrata non avesse aderito alle richieste.

La mattina successiva, il 9 gennaio, la vittima sarebbe stata trasferita in provincia di Reggio Emilia, chiusa in una stanza di un’abitazione e nuovamente sottoposta a violenze.

Armi contestate a cinque indagati

Cinque dei nove arrestati sono accusati anche di avere detenuto illegalmente in luogo pubblico pistole semiautomatiche. Uno degli indagati è inoltre destinatario di una misura cautelare anche per il possesso, sul proprio telefono cellulare, di materiale pedopornografico.

Alle operazioni hanno collaborato le Squadre Mobili di Caserta, Bergamo, Cremona, Mantova, Reggio Emilia, Rovigo e Vicenza, insieme ai Reparti Prevenzione Crimine e alle Unità Cinofile Antiesplosivo.

Revoca dei permessi di soggiorno e indagini ancora aperte

Al termine degli atti di polizia giudiziaria, gli arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Brescia a disposizione della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia.

La Questura ha inoltre comunicato che sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali collegamenti con altri ambienti criminali.

Il questore di Brescia Paolo Sartori ha disposto la revoca dei permessi di soggiorno degli arrestati, con l’obiettivo di procedere successivamente all’espulsione dal territorio nazionale nei casi previsti dalla legge e una volta definite le rispettive posizioni giudiziarie.

Le accuse descritte si riferiscono alla fase delle indagini e delle misure cautelari. Per tutti gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.